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Siti UNESCO in Sicilia

Anche il Monte Etna nella World Heritage List
Monte Etna Sicilia
24 lug 2014 - 21:12

NICOLOSI - Ultimo ad entrare a far parte della prestigiosa World Heritage List dell’Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), il Monte Etna con i suoi 3350 metri sul livello del mare. In occasione della 37esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco, a Phnom Penh, capitale della Cambogia, il 21 Giugno 2013, il Vulcano, veniva dichiarato patrimonio dell’umanità.

La relazione del Comitato Patrimonio Mondiale Unesco definisce L’Etna: “[…] uno dei più attivi vulcani iconici del mondo e uno straordinario esempio di processi geologici continui e formazioni vulcaniche. Lo stratovulcano è caratterizzato dalla quasi continua attività eruttiva dai crateri del suo vertice e abbastanza frequenti eruzioni e colate laviche dai crateri e fessure sui suoi fianchi. Questa eccezionale attività vulcanica è stato documentata da esseri umani per almeno 2700 anni ed è una delle più lunghe registrazioni documentate al mondo di vulcanismo storico. Il vario e accessibile assemblaggio di caratteristiche vulcaniche come la vetta dei crateri, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte laviche e la depressione della Valle del Bove hanno reso il Monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione.

Oggi l‘Etna è uno dei meglio studiati e monitorati vulcani del mondo e continua ad influenzare la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra. La notorietà, l’importanza scientifica e culturale e il valore educativo sono di importanza globale”.
Tra i vari criteri di valutazione cui l’Organizzazione fa riferimento nella scelta dei siti che meritano di trovare posto nella celebre “lista”, è stato scelto quello contenuto al punto 8 che riporta testualmente “Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative”.

A precedere l’Etna, dal 1997 al 2013, nel riconoscimento formale di siti patrimonio dell’umanità Unesco in Sicilia, sono stati, la Villa Romana del Casale, villa tardo-romana sita a circa 4 Km da Piazza Armerina, edificata intorno al III o IV secolo d.C. che copre una superficie di circa 4.000 m^2; l’area archeologica di Agrigento fondata nel VI secolo a.C., famosa per i resti dei magnifici templi dorici che dominano la città antica; le “ammalianti” isole Eolie che formano un arcipelago di origine vulcanica composto dalle isole di Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina e Stromboli e che al loro interno contengono ben due vulcani attivi (Stromboli e Vulcano) che rappresentano materia di studio di vulcanologi ed esperti oltre a rappresentare una delle più grandi attrattive turistiche della costa tirrenica; la città di Noto, conosciuta in tutto il mondo per la sua architettura barocca ed, infine, Siracusa e la Necropoli di Pantalica. Quest’ultima nello specifico, di epoca bizantina, contiene più di 5.000 tombe, riferibili al periodo storico tra il XIII e VII secolo a.C.. Siracusa, sulla quale lo stesso Cicerone si è pronunciato definendola “la più grande e bella di tutte le città greche”, e Ortigia, rappresentano la testimonianza vivente della grande varietà di dominazioni che hanno “plasmato” il territorio, da quella bizantina a quella dei borbonica, arabo-normanna, e da quella Aragonese.

Oltre ai beni materiali, architettonici e naturalistici l’Unesco prevede una sezione dedicata ai “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità” (Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity) nella quale, a partire dal 2001, ha trovato posto “l’Opera dei Pupi”, il celebre teatro delle marionette che mette in scena le vicende di Carlo Magno e dei suoi paladini.

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Marco Bua



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