Psicologia

La sinestesia, la passione e i cinque sensi

SINESTESIA
16 dic 2015 - 17:21

Dal greco syn, “insieme” e aisthánestai, “percepire”, in letteratura la sinestesia è una particolare forma di metafora che consiste nell’associare termini pertinenti a sfere sensoriali differenti: “L’aspro odor dei vini”, “Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse”. In psicologia è la fusione in un’unica sfera sensoriale delle percezioni di sensi distinti. La sinestesia è uno dei campi più misteriosi e appassionanti della ricerca neuroscientifica…

Davvero affascinante e totalizzante vivere le esperienze con tutti e cinque i sensi! Ma chi sono i “sinesteti”? Sono coloro per i quali le parole possono avere colore, i suoni possono avere odori, e i numeri possono avere gusti.

Queste “interferenze percettive” tra un senso e l’altro sono spesso associate a eccellenti doti mnemoniche e spiccate abilità creative: la sinestesia è 7 volte più frequente in artisti, letterati e poeti, che hanno trovato il modo di condividere la bellezza sensoriale di cui sono partecipi.

I sinesteti, quindi, sperimentano in modo del tutto involontario uno scambio di sensazioni quando sono esposti a particolari stimoli; associano, per esempio, l’ascolto di determinati suoni alla visione di alcuni colori; possono “vedere” il calendario dell’anno sotto forma di mappa tridimensionale; immaginare l’età delle persone come una curva matematica; emozionarsi fino alle lacrime sfiorando una superficie con la mano. 

Le cause di tale affascinante fenomeno si attribuiscono a cambiamenti nelle connessioni tra aree cerebrali. All’origine di queste esperienze potrebbe esserci la presenza di connessioni ridondanti, non eliminate durante il normale processo di “sfoltimento” delle sinapsi meno utilizzate che avviene con la crescita cerebrale; o ancora, un’eccessiva comunicazione tra aree cerebrali contigue rispetto a quanto avviene in un cervello non sinestetico. Il fatto che un terzo dei soggetti sinestetici abbia un parente con le stesse capacità, porta anche a pensare che il fenomeno abbia una qualche componente genetica.

La sinestesia è una condizione nella quale esiste un’aumentata connessione tra differenti aree cerebrali deputate a elaborare le informazioni in arrivo dai diversi organi di senso. Questo porta al mescolarsi di diverse sensazioni, fino a indurre, nei sinesteti, vere e proprie “tempeste percettive”.

La vista di un piatto che ci piace ci fa sentire il suo sapore, un certo profumo richiama alla mente ben specifiche immagini o persone e così via. Percepire i colori della musica o vedere immagini legate a un certo odore sono esperienze sensoriali che fanno di noi dei sinesteti.

Sembra quasi una forma estrema di empatia con l’intero Universo… un risveglio collettivo, una nuova attenzione, una rieducazione sensoriale, una “necessità interiore” che è forse la radice unica da cui hanno origine tutti i sensi!

Davvero niente male!

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Giusi Lo Bianco



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