Medicina

La Sindrome di Tako-Tsubo

Intracoronary_thrombus
7 giu 2016 - 06:57

Corrado-Tamburino

La Sindrome di Tako-tsubo, chiamata anche “Cardiomiopatia da stress”, è una condizione clinica caratterizzata da una disfunzione transitoria dell’apice del ventricolo sinistro che si manifesta con sintomi che possono mimare un infarto al miocardio acuto. Essa colpisce di solito le donne di età compresa tra i 55-75 anni ed ha un’incidenza nella popolazione generale pari a 1/36.000.

La Sindrome fu descritta per la prima volta in Giappone nel 1991 e il nome “Tako-tsubo” deriva dalla caratteristica forma che il ventricolo assume alla ventricolografia: infatti, il “tako-tsubo” è una vaso che gli antichi pescatori giapponesi utilizzavano per catturare i polipi.

La Sindrome si manifesta con un tipico dolore anginoso dopo sforzo o a riposo, associato ad alterazioni elettrocardiografiche e ad incremento dei markers di necrosi miocardica, in assenza di malattia coronarica critica. La caratteristica peculiare di tale sindrome è che la sintomatologia compare in seguito ad un evento stressante: l’evento stressante può essere di natura psicologica, per esempio decesso di persone care, discussioni animate o di natura fisica, per esempio un attacco acuto di asma o sforzi fisici estremi. I sintomi più frequenti sono il dolore toracico e la dispnea, anche se alcuni pazienti possono presentare choc cardiogeno o fibrillazione ventricolare.

Le alterazioni evidenziabili all’elettrocardiogramma sono quelle tipiche di una sindrome coronarica acuta, quali sopraslivellamento del tratto ST o inversione dell’onda T soprattutto nelle derivazioni anteriori. Agli esami ematochimici si evidenza un minimo aumento dei marcatori di danno miocardico (Troponina I o T e CK-MB): caratteristicamente il severo grado di disfunzione ventricolare non correla con il modesto aumento dei marcatori di mionecrosi. Pertanto, ai fini diagnostici è importante la valutazione del quadro anamnestico, clinico, elettrocardiografico ed ematochimico. Ma il “gold standard” per la diagnosi è rappresentato dalla coronarografia e dalla ventricolografia: la prima permette di escludere una patologia coronarica critica, mentre la seconda indagine permette di valutare la contrattilità del ventricolo sinistro.

Quando sospettare una Tako-tsubo? Nei pazienti prevalentemente di sesso femminile, sintomatici per angor in associazione ad alterazioni ecografiche con riscontro all’esame coronarografico di coronarie angiograficamente normali o con malattia ateromasica non critica e alla ventricolografia di grave discinesia antero-apicale ed ipercontrattilità dei segmenti basali del ventricolo sinistro con frazione d’eiezione del 20-40%.

E la prognosi? Generalmente favorevole: dopo un intervallo di tempo variabile, tutti i pazienti sopravvissuti alla fase acuta mostrano un miglioramento della contrattilità ventricolare con piccola percentuale del rischio di recidiva. Inoltre, è importante ricorrere ad una terapia farmacologica di supporto basata principalmente sulla somministrazione di beta-bloccanti.

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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