Medicina

La Sindrome di Cushing

Osteoporosi
3 ago 2015 - 06:30

Massimo Buscema

La Sindrome di Cushing è dovuta ad un eccesso di glucocorticoidi nell’organismo, questo può essere dovuto ad un’aumentata sintesi di cortisolo, il principale ormone glucocorticoide prodotto dalle ghiandole surrenaliche oppure essere dovuto ad una terapia con farmaci cortisonici utilizzati nella cura di numerose malattie, in questo caso si parla di Sindrome di Cushing “iatrogena” e questa rappresenta sicuramente la forma più frequente di eccesso di glucocorticoidi.

Il cortisolo è prodotto a livello della corteccia delle ghiandole surrenali e la sintesi è regolata da un altro ormone l’ ACTH a sua volta prodotto dalla ghiandola ipofisaria. I glucocorticoidi sono essenziali per la vita, sono ormoni che intervengono nel fronteggiare le situazioni di stress dell’organismo, incrementando la capacità contrattile del cuore ed aumentando la gittata cardiaca, incrementando la resistenza alla fatica muscolare e liberando grandi quantità di energia di immediata utilizzazione agendo sul metabolismo del glucosio, delle proteine e dei lipidi. Hanno inoltre varie altre azioni antinfiammatoria ed immunosoppressiva, sono indispensabili durante lo sviluppo fetale.

Esclusa la forma più frequente, ossia quella iatrogena, l’ipercortisolismo di divide in:

- forme ACTH-dipendenti (eccessiva produzione di cortisolo secondaria ad una iperstimolazione surrenalica da parte dell’ ACTH);

- forme ACTH-indipendenti (l’alterata produzione è dovuta ad un’alterazione delle ghiandole surrenaliche).

Le forme ACT-dipendenti sono le più frequenti e nel 70% dei casi la causa è un adenoma ipofisario ACTH secernente (quasi sempre un microadenoma). Questa forma ad origine ipofisaria prende il nome di “Malattia di Cushing”. Esiste una forma più rara in cui l’eccesso di ACTH è dovuto alla presenza di alcuni tumori in grado di produrre l’ACTH.

Nelle forme ACTH-indipendenti l’eccesso di cortisolo può derivare da adenoma surrenalico o dall’iperplasia nodulare delle ghinadole o più raramente da tumori maligni come il carcinoma surrenalico. Il quadro clinico di presentazione è spesso eterogeneo, l’obesità centripeta è presente nel 95% dei pazienti con accumulo di tessuto adiposo che interessa il tronco e risparmia gli arti, i quali appaiono addirittura più esili, e causa danno muscolare con assottigliamento delle masse muscolari (prevale il catabolismo delle proteine), infatti un sintomo frequente dei pazienti è l’astenia.

La localizzazione del grasso nella regione cervicale determina la comparsa del “gibbo”; mentre quello localizzato al viso ne causa l’aspetto “a luna piena”. Spesso il viso presenta un colorito rubizzo (faces pletorica) dovuto alle modifiche del connettivo sottocutaneo con assottigliamento della cute che lascia così trasparire i capillari sottostanti; questo spiega anche la facilità della comparsa di ecchimosi anche per traumi di scarsa entità e la presenza di “strie rubre” ossia smagliature profonde di colore rosso-violaceo localizzate in sedi come l’addome o la radice degli arti.

Il 75% dei pazienti con sindrome di Cushing è iperteso, con possibili ripercussioni a livello cardiaco. La comparsa di diabete mellito è molto frequente nei pazienti con ipercortisolismo; queste alterazioni causano un aumento del rischio cardiovascolare di questi pazienti.

Numerose altre alterazioni possono essere presenti e tra queste ricordiamo l’osteoporosi e le alterazioni della funzione riproduttiva e le ripercussioni a livello psichico, infatti l’eccesso di glucocorticoidi può determinare instabilità emotiva con scatti d’ira, attacchi di panico, ansietà o al contrario tono dell’umore depresso. In un paziente con sospetta sindrome di Cushing è fondamentale innanzitutto escludere con l’anamnesi l’assunzione di farmaci cortisonici, poi i test di primo livello mirano a diagnosticare la presenza di ipercortisolismo con il dosaggio del cortisolo libero urinario sulle urine delle 24 ore, o lo studio del profilo notturno del cortisolo, oppure con il test di soppressione con desametasone a basse dosi. Una volta diagnosticato l’eccesso di glucocorticoidi è necessario eseguire la diagnosi differenziale tra le varie forme attraverso test ormonali più complessi ed esami di imaging come ad esempio la TC dei surreni o la RMN ipofisaria e quindi una volta fatta la diagnosi avviare il paziente alla terapia del caso.

I pazienti con sindrome di Cushing hanno un rischio di mortalità e morbilità fino a 5 volte più alto della popolazione generale, oggi però grazie alla terapia i pazienti possono guarire e avere un’aspettativa di vita simile agli altri. È per questo che la diagnosi è fondamentale anche se a volte molto complessa, perché si può migliorare la qualità e l’aspettativa di vita di questi pazienti in modo tanto maggiore quanto più la diagnosi è precoce.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento