Medicina

Sanguinamento uterino anomalo

ettore
16 set 2016 - 06:17

Giuseppe_Ettore

Il sanguinamento uterino anomalo è dovuto a cause organiche in circa il 25% delle pazienti e ad alterazioni funzionali dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio (sanguinamento uterino disfunzionale) nei restanti casi. L’età è il fattore più importante; le cause organiche, incluse le neoplasie ginecologiche, diventano più frequenti mano a mano che aumenta l’età.

Il sanguinamento uterino disfunzionale è la causa più frequente di sanguinamento uterino anomalo. Il sanguinamento e le perdite vaginali sono i sintomi iniziali in oltre l’80% dei casi di adenosi vaginale e di adenocarcinoma a cellule chiare della vagina e della cervice. Queste lesioni sono state correlate all’esposizione al dietilstilbestrolo nel corso della vita intrauterina e vengono diagnosticate con lo striscio citologico e con le biopsie mirate, previa colposcopia, delle zone sospette.

Età riproduttiva: i disturbi ematologici primitivi o secondari, con anomalie della coagulazione, possono causare dei sanguinamenti atipici nel corso dell’età riproduttiva. Il sanguinamento uterino disfunzionale è la più frequente presentazione della malattia di von Willebrand nelle donne. Le complicanze della gravidanza sono le più frequenti cause organiche di sanguinamenti atipici nelle donne in età riproduttiva. Circa metà delle pazienti con sanguinamento uterino e sintomi di gravidanza o che si trovano con certezza nelle prime fasi della gravidanza, abortiscono spontaneamente. Le importanti diagnosi differenziali includono la gravidanza ectopica e la malattia trofoblastica gestazionale. Le endometriti e l’aborto settico incompleto provocano, in genere, un’emorragia subito dopo il parto o l’aborto, anche se occasionalmente si possono presentare 2 settimane dopo. Il sanguinamento vulvare nell’età riproduttiva è quasi sempre dovuto a un trauma. Le lesioni vaginali che causano un sanguinamento includono l’adenosi vaginale e le neoplasie. Le vaginiti causano un sanguinamento più frequentemente nelle bambine e nelle donne in post-menopausa, dato che in tali periodi la loro mucosa vaginale è più sottile, ma nei casi gravi possono causare delle perdite ematiche anche durante l’età riproduttiva. Le lesioni cervicali che causano dei sanguinamenti includono il cancro della cervice, le lesioni cervicali benigne, la cervicite (causa raramente un sanguinamento, tranne quando associata a un ectropion cervicale, ma può causare delle perdite vaginali con tracce di sangue), i polipi cervicali o endometriali (che causano un sanguinamento postcoitale), i miomi sottomucosi (che causano un sanguinamento intermestruale, una metrorragia o una polimenorrea) e i condilomi acuminati della cervice.

L’adenomiosi (l’invasione benigna dell’endometrio nel miometrio) è un’affezione comune che causa una sintomatologia solo in una piccola percentuale di pazienti, in genere tardivamente durante la vita riproduttiva. La menorragia e i sanguinamenti intermestruali sono i disturbi più comuni, seguiti da dolori pelvici aspecifici e dal tenesmo rettale e vescicale. All’esame della pelvi, l’utero può apparire ingrandito, globoso e di consistenza diminuita rispetto alla norma e possono essere presenti dei fibromi (leiomiomi). L’isterectomia allevia i sintomi in tutte le pazienti se la diagnosi era stata accurata. In circa il 40% delle donne intorno ai 40 anni sono presenti dei fibromi nell’utero; solo alcuni sono sintomatici e richiedono un trattamento. Anche le disfunzioni tiroidee possono associarsi a irregolarità mestruali. Sebbene siano più comuni l’oligomenorrea e l’amenorrea, si può avere anche una menorragia. I contraccettivi ormonali hanno ridotto maggiormente durata, intensità e sintomi spiacevoli del ciclo mestruale rispetto ai non ormonali.

In un recente studio è stato valutato il livello di disagio associato al sanguinamento mensile, determinare quante donne preferirebbero una frequenza di sanguinamento inferiore ad una volta al mese e individuare le motivazioni alla base della loro scelta. È stato effettuato un sondaggio online quantitativo di 15 minuti tra 2883 donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni in sei Paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Italia, Polonia e Spagna). Delle donne intervistate, 1319 donne utilizzavano un contraccettivo ormonale combinato (COC, gruppo COC) mentre 1564 un contraccettivo non ormonale o nessun contraccettivo (gruppo non-CO). Il ciclo mestruale è stato significativamente più lungo (5 rispetto a 4,5 giorni), più intenso (16% rispetto 8% per il flusso mestruale) e associato ad altri sintomi (6,1 rispetto a 5,6) nelle donne del gruppo non-CO rispetto al gruppo COC (p<0,0001). Più della metà delle donne di ciascun gruppo ha riferito dolore pelvico, gonfiore, sbalzi d’umore e irritabilità, ma la percentuale è stata significativamente più alta nel gruppo non-CO. Il 57% delle donne in entrambi i gruppi ha dichiarato di preferire un intervallo di tempo più lungo tra un ciclo mestruale e il successivo. I fattori chiave che hanno influenzato la loro scelta sono stati l’attività sessuale, la vita sociale, il lavoro e l’attività sportiva. La maggior parte delle donne ha riferito che preferirebbe avere il ciclo mestruale meno di una volta al mese, con una frequenza che varia da una volta ogni 3 mesi a nessun ciclo. Tale scelta è stata motivata dalla necessità di evitare gli aspetti spiacevoli legati al ciclo mestruale e il suo impatto negativo sulla vita privata e professionale.

Redazione NewSicilia



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