Il medico risponde

Sangue nelle feci e piede d’atleta

Donated_blood
16 ago 2015 - 08:28

Nino Rizzo

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Ho 55 anni e non ho nessuna patologia. Il mio medico di famiglia insiste perché faccia dei controlli preventivi e tra questi una ricerca di sangue occulto nelle feci. Mi potete dare qualche informazione a proposito?(F.T.)

ll test del sangue occulto nelle feci (Fecal Occult Blood Test – FOBT) viene eseguito per la ricerca del sangue che non è visibile ad occhio nudo (da cui il termine “occulto”) e che, quindi, non altera il colore delle feci. Dal sangue “occulto” differisce, invece, il sangue “visibile”, ossia macroscopicamente evidente, che può variare (in base alla sua sede di origine) dal rosso chiaro al rosso scuro al nero piceo. La presenza del sangue occulto nelle feci indica un minimo, lento e spesso intermittente sanguinamento nel tratto digestivo. Tale perdita ematica, il più delle volte asintomatica, non consente di definire la natura e la sede del sanguinamento. Ogni tratto del canale alimentare può essere sede del sanguinamento e le patologie possono andare da cause benigne (emorroidi) a patologie molto più gravi (tumori). Per accertarne la causa sono, quindi, necessari esami mirati dopo valutazione medica. Il test del sangue occulto costituisce un esame importante per lo screening del cancro colon- rettale. Infatti, studi epidemiologici hanno accertato che la ricerca del sangue occulto (con successiva colonscopia nei pazienti risultati positivi) comporta, rispetto al gruppo di controllo, una sensibile riduzione della mortalità per cancro colo rettale. Sulla base di tali evidenze il FOBT è stato ufficializzato dalla Commissione dell’Unione Europea sulla Prevenzione dei tumori come test di screening per il cancro colo rettale (CCR) per uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 70-74 anni. Tale raccomandazione è stata successivamente recepita ed emanata a livello nazionale dal nostro Ministero della Salute nel novembre 2006. Nel caso il test risultasse positivo all’utente sarà consigliato di eseguire la colonscopia.
 Il tumore del colon in genere si sviluppa da piccole formazioni benigne, i polipi (o più precisamente adenomi), che sono più frequenti con l’avanzare dell’età. Solo una piccola parte di questi polipi si trasformerà in tumore ed essendo tale processo molto lento (10-15 anni) sarà possibile intervenire con una diagnosi precoce. La diagnosi precoce del tumore colon è molto importante in quanto la sopravvivenza è legata proprio allo stadio della malattia al momento della diagnosi, con il 94% di sopravvivenza a 5 anni nei pazienti con malattia localizzata, contro il 9% di sopravvivenza quando la malattia è nella fase di metastatizzazione. Il test del sangue occulto si basa sul presupposto che le lesioni tumorali iniziali e i polipi adenomatosi di piccole dimensioni non danno usualmente alcuna sintomatologia, mentre possono sanguinare, anche se ad intermittenza. Questo minimo sanguinamento può essere rilevato dal test ed avviare quindi il paziente verso procedure diagnostiche mirate. Per la ricerca del sangue occulto nelle feci sono disponibili due test: il test al guaiaco (gFOBT) ed il test immunochimico (iFOBT oppure FIT = Fecal Immunochemical Test). Per ciascun metodo c’è una precisa modalità di raccolta del campione e di esecuzione dell’esame. Il test chimico al guaiaco utilizza un agente chimico che reagisce con l’attività perossidasica dell’emoglobina (Hb) contenuta nei globuli rossi. La reazione, purtroppo, è influenzata anche da sostanze non-emoglobiniche, di provenienza alimentare, che hanno attività perossidasica e che possono dare false diagnosi di positività. Ugualmente il test al guaico non è in grado di distinguere le Hb provenienti dai vari distretti digestivi, per cui viene rilevata ogni fonte di emorragia (bocca, gengive, esofago, stomaco, ecc.). Per evitare falsi positivi bisogna quindi attuare una serie di accorgimenti e restrizioni dietetiche/farmacologiche/comportamentali nei giorni precedenti. In particolare: evitare carni rosse crude o semicrude e salumi di ogni genere; pesce, rape, rafano o farmaci come colchicina o sostanze antiossidanti (ad es. iodio ed acido borico). Evitare inoltre fonti ricche di vitamina C (alimenti, farmaci ed integratori), gli alcolici; composti farmacologici contenenti ferro, evitare situazioni che possono determinare sanguinamento, come interventi odontoiatrici o farmaci che possono causare sanguinamento digestivo, come anticoagulanti, aspirina, steoridi o preparazioni a base di ferro, è inoltre importante spazzolare i denti con delicatezza, per evitare di provocare emorragie gengivali, per aumentare la sensibilità diagnostica nel test al Guaiaco solitamente vengono raccolti tre campioni di feci in tre giorni differenti. Il test immunochimico (definito anche “test di seconda generazione”) reagisce esclusivamente con l’emoglobina umana. Inoltre con il test immunochimico i sanguinamenti della parte alta del tratto digestivo non vengono rilevati per le modifiche sull’Hb causate dagli acidi e dagli enzimi digestivi. Ciò significa che viene rilevato solo la presenza del sangue occulto proveniente dal colon e dal retto (polipi, tumori, angiodisplasie, diverticoli, emorroidi, ragade, ecc.). L’esame immunochimico ha dimostrato una migliore sensibilità (meno falsi negativi) e specificità (meno falsi positivi) rispetto al test al guaiaco presentando inoltre il vantaggio di potersi effettuare con un solo prelievo e di non richiedere restrizioni dietetiche. Per tale motivo è preferito nei programmi di screening regionali. L’ esame risulta positivo in circa 5-6 persone su 100, ma questo non significa necessariamente la presenza di polipi o tumori del colon. Ciò si verifica in una parte dei casi (40% circa), mentre nel resto dei pazienti la positività può essere determinata da patologie di scarso rilievo oncologico, come emorroidi, ulcere, fistole, diverticoli, angiodisplasie, malattie infiammatorie, ecc. Per tale motivo è importante eseguire, in caso di positività del test, un accertamento mirato, che è la colonscopia, per definire correttamente la diagnosi. Gli adenomi (polipi) ed i tumori in fase precoce sanguinano ad intermittenza, per cui può succedere che ad un primo test, anche in presenza di una lesione, il test risulti negativo. Per aumentare la probabilità di identificare un sanguinamento viene, dunque, consigliato di ripetere periodicamente il test. La frequenza ottimale, considerando anche il lento sviluppo dei polipi e la loro trasformazione tumorale, è ogni due anni con il test immunochimico ed annualmente con il test al Guaiaco. Non è ovviamente il suo caso, trattandosi di un uomo, ma il test va eseguito dopo almeno 3-5 giorni dalla scomparsa evidente delle perdite di sangue mestruale. Se si assume qualche lassativo si può continuare ad utilizzarlo. Se si soffre di emorroidi è bene cercare di eseguire il test nei momenti liberi da tale patologia. Se possibile le feci vanno raccolte con un campione del mattino ed evitando che cadano nell’acqua.: si consiglia di disporre uno strato di carta igienica nel WC in modo da trattenere le feci per il tempo necessario ad eseguire il prelievo. Alcol, aspirina ed altri farmaci antiinfiammatori possono determinare irritazione intestinale (anche al colon) e dare sanguinamento occulto per cui devono essere possibilmente evitati nelle 48 precedenti. Vanno raccolti con l’apposita spatolina nel vasetto più campioni sulla superficie delle feci emesse ed in punti diversi (3 o 4) e portati in laboratorio entro poche ore.

Soffro periodicamente di piedi di atleta. Riesco a curarlo efficacemente con qualche prodotto antimicotico ma cosa devo fare per prevenirlo?(M.R.)

Poiché il fungo che provoca il piede d’atleta prolifera nelle zone calde e umide è possibile prevenire le infezioni tenendo puliti e asciutti i piedi e le zone tra le dita. Il piede d’atleta è contagioso è può diffondersi nei luoghi umidi, come gli spogliatoi, le docce o le piscine, quindi è prudente prendere qualche precauzione aggiuntiva per evitarlo. indossare calzature impermeabili o sandali di gomma quando si utilizzano le docce condivise come quelle negli spogliatoi, non indossare sempre le stesse scarpe o scarpe da ginnastica, per prevenire l’accumulo di umidità e la proliferazione dei funghi, evitare i calzini che impediscono la traspirazione o fanno sudare i piedi e scegliere invece quelli di cotone o di lana oppure quelli fatti di materiali che non fanno ristagnare l’umidità, scegliere scarpe da ginnastica che favoriscono la traspirazione e hanno dei forellini, per mantenere i piedi asciutti.

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Redazione NewSicilia



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