Medicina

Il sale in eccesso fa male al cuore?

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8 nov 2016 - 06:50

Corrado-Tamburino

Il sodio è un elemento essenziale per il mantenimento dell’equilibro idrosalino e dell’omeostasi cellulare. La dose giornaliera raccomandata è di meno di 2 grammi di sodio al giorno, che corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, una soglia ampiamente superata nell’alimentazione quotidiana.

Cosa succede quando si assume sodio in accesso? In caso di accumulo di sodio l’organismo trattiene acqua per diluirlo con conseguente aumento della volemia, cioè il volume di sangue in circolo, e della gittata cardiaca. Questo comporta più lavoro per il cuore ed aumento della pressione sui vasi sanguigni e quindi ipertensione arteriosa, che come sappiamo è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Gli studi più recenti inoltre hanno messo in evidenza che l’eccesso di sodio pregiudica l’integrità dell’endotelio, il rivestimento più interno della parte dei vasi sanguigni. La disfunzione endoteliale è alla base del processo che porta all’aterosclerosi e quindi alla formazione di placche nelle coronarie o nei vasi periferici.

È stato dimostrato che nei soggetti ipertesi la diminuzione del consumo del sale nella dieta comporta mediamente una riduzione della pressione sistolica di 5 mmHg e della diastolica di 3 mmHg.

Come ridurre il consumo di sale? È necessario diminuire progressivamente l’aggiunta di sale agli alimenti, preferire aromi e spezie per insaporire i cibi, ridurre il consumo dei cibi in cui è presente in grandi quantità quali salumi, formaggi e cibo confezionato (es. snack, patatine).

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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