Medicina

Il ruolo della melatonina nelle tecniche di fecondazione assistita

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4 lug 2016 - 06:26

Massimo Buscema

La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale ed è ben conosciuta per il suo ruolo nella regolazione del ritmo circadiano sonno-veglia e per la sua azione regolatoria sulla fertilità in relazione alla stagionalità nei mammiferi. Da più di vent’anni è noto un altro effetto di questa molecola ossia la sua azione anti-ossidante. Durante i processi cellulari vengono prodotte delle sostanze chiamate radicali liberi che per le loro caratteristiche fisiche sono in grado di interagire con numerose strutture cellulari (ad esempio i lipidi di membrana, il DNA, le proteine) danneggiandole. Per fronteggiare il fenomeno le cellule hanno dei sistemi “scavenger” ossia “spazzino” in grado di bloccare l’effetto dannoso dei radicali. La melatonina fa parte di questi anti-ossidanti.

Questo effetto viene esplicato sia attraverso il legame con dei recettori per l’ormone sia in modo diretto. In numerosi tessuti sono stati localizzati i recettori della melatonina al livello di aree del snc, nelle gonadi, nella ghiandola mammaria ma anche nell’apparato gastrointestinale, nei reni, nelle cellule del sistema immunitario e nella milza. Numerosi studi hanno valutato l’effetto anti-ossidante giocato dalla melatonina durante la maturazione degli ovociti e l’ovulazione. Il fenomeno dell’ovulazione è stato paragonato ad una reazione infiammatoria, si assiste infatti alla produzione di citochine e di radicali liberi, questi ultimi da un lato sono fondamentali per la corretta progressione del processo ovulatorio e dall’altro quando in eccesso sono dannosi per l’ovocita. Durante l’ovulazione la melatonina avrebbe il compito di neutralizzare l’eccessiva produzione di radicali presenti nel liquido follicolare. Gli studi hanno dimostrato che la concentrazione della melatonina nel follicolo ovarico è maggiore rispetto a quella presente in circolo e che i livelli di melatonina sono positivamente correlati con la qualità dell’ovocita.

L’ipotesi più accreditata per spiegare questo dato è che la melatonina venga anche sintetizzata dalle cellule della teca per supportare la maturazione dell’ovocita.

Un contesto clinico in cui il ruolo della melatonina sembrerebbe molto importante sono le tecniche di riproduzione assistita. Oggi il 6% delle donne americane è infertile e circa il 12% è subfertile. Durante la manipolazione e l’incubazione gli ovociti, nelle fecondazioni in vitro, sono esposti a concentrazioni maggiori di radicali liberi rispetto a quelle presenti naturalmente nel liquido follicolare ed inoltre è presente una riduzione dei sistemi “scavenger” (modifiche dell’ambiente in cui si trova l’ ovocita).

Alcuni studiosi hanno dimostrato che la supplementazione di melatonina sia attraverso la somministrazione alle pazienti, sia attraverso l’aggiunta nei terreni di coltura in cui vengono posti gli ovociti, migliora il grado di maturazione degli stessi e quindi la loro qualità ed il tasso di fertilizzazione, la percentuale delle gravidanze sembra aumentare, tuttavia questo aumento non è significativo.

In conclusione la melatonina può avere un ruolo positivo nelle tecniche di fecondazione assistita tuttavia sono necessari maggiori studi a conferma dei dati già rilevati prima di un uso routinario.

Redazione NewSicilia



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