Medicina

Il ruolo del medico: non solo prevenire e curare, ma anche educare

nurse-527615_960_720
20 apr 2016 - 06:52

Amato foto completa

I dati sul numero degli obesi e dei diabetici, specie in Sicilia e nel Centro-Sud del Paese, parlano chiaro e sono sconfortanti. Il 10 per cento degli uomini e il 9 per cento delle donne soffrono di diabete, contro il 7,7 per cento della media nazionale; l’obesità incide nel Sud per il 28,7 per cento rispetto alla media nazionale del 19,3. Inoltre, la Sicilia è seconda solo alla Campania per livello di mortalità a causa di malattie cardiovascolari. Sono patologie che la comunità scientifica ha ormai identificato come indice di squilibri alimentari e di stili di vita non corretti, che riducono la qualità della vita, allontanando il benessere a discapito della salute e facendo tra l’altro lievitare i costi della spesa sanitaria. La sedentarietà, ad esempio, è il principale fattore di rischio dello sviluppo dell’obesità, della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2. Il 43 per cento dei siciliani non svolge alcuna attività fisica. Il quadro generale impone dunque un’attenta valutazione sulle misure da adottare per una politica sanitaria strategica e a misura di territorio.

La medicina fin qui praticata, non solo in Sicilia, è costata ingenti risorse che non si possono più sostenere. Alla luce di questi dati così preoccupanti, che hanno indagato sul reale stato di salute delle regioni, l’educazione a un nuovo stile di vita, declinato innanzitutto ad un’alimentazione di tipo mediterraneo e all’esercizio fisico, può diventare la vera risposta, non solo nella prevenzione del diabete, dei tumori e delle patologie cardiovascolari e metaboliche, ma anche nel risparmio, a più livelli, di ingenti risorse economiche. Ci saranno meno richieste di interventi medici e pazienti artefici del proprio benessere. Se si conoscono i bisogni, la riuscita di un “progetto di educazione” è sicuramente favorita.

L’orientamento è cambiato in tutta Europa, la medicina terapeutica sta cedendo il passo alla medicina preventiva e all’educazione alla salute. In campo sanitario, fino ad oggi quasi tutte le risorse sono state impiegate per la malattia, poche per la prevenzione e la formazione della salute. È da qui che bisogna ripartire perché l’educazione alla salute riguarda non solo gli adulti, ma la vita intera di una persona.

L’Ordine dei medici è già in prima linea in attività di informazione, progettate a misura di territorio, e di ricerca di un percorso ottimale che integri gli interventi messi in campo di tutti i soggetti coinvolti, a partire dai medici di base e delle scuole. L’obiettivo è di sviluppare progetti che mirino a dare consapevolezza delle responsabilità individuali e sociali attraverso incontri formativi e proposte tecniche e politiche capaci di accrescere uno stato di benessere per tutti. Ed è in questo senso che vanno le linee guida della prevenzione primaria tracciate dagli esperti nell’ultimo Congresso nazionale “Dall’Obesità al diabete” e l’incontro formativo sui benefici della dieta mediterranea che lo stesso Ordine ha già organizzato nella sua sede con la collaborazione di altri partner.

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA