Il medico risponde

Ricette e tempi d’attesa

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22 gen 2017 - 06:26

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Qualche giorno addietro ho avuto un acceso alterco con il mio medico di famiglia. Motivo del contendere è stato il suo rifiuto a cambiare la classe di priorità nella prescrizione di un esame endoscopico gastrico, consiglio che mi era stato dato dall’operatore del CUP per accelerare la prenotazione dell’accertamento. Sono molto arrabbiato. Cosa mi consiglia di fare? (a.b.)

Le consiglio di chiedere scusa al suo medico. La scelta della classe di priorità da apporre sulla ricetta non è un libero arbitrio del suo medico né una cortesia che lui può fare a suo piacimento, per farle guadagnare tempo nelle liste di attesa. Male, malissimo ha fatto l’operatore del CUP a darle quel consiglio, sia perché non è suo compito entrare in queste tematiche e sia perché innesca un sistema di conflittualità tra medico e paziente inutile e pericoloso. Il sistema delle classi di priorità è regolato da un decreto dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia del 12.08.2010 e da uno specifico tavolo tecnico interaziendale in cui medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti hanno condiviso un nuovo linguaggio prescrittivo prevedendo tempi di attesa differenziati per singola prestazione, in base a criteri di priorità clinica, secondo quanto previsto dall’Accordo Stato Regioni dell’11.07.2002. Gli obiettivi di questo accordo sono applicare i raggruppamenti di attesa omogeni (c.d. RAO), migliorare l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni, monitorare i tempi di attesa per singola classe di priorità. Le classi di priorità individuate sono quattro: U-urgente- con tempo di attesa 24-48 ore, B-breve- con tempo di attesa entro 10 giorni, D-differibile- con tempo di attesa entro 60 giorni, P-programmabile- con tempo di attesa entro 180 giorni. Nello scegliere quindi le classi di priorità il medico dovrà seguire queste linee guida e potrà derogare da queste per precise esigenze cliniche e non perché l’assistito ha una certa fretta di eseguire un determinato esame.

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Redazione NewSicilia



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