Medicina

RESPONSABILITÀ del medico e LINEE GUIDA

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10 feb 2016 - 06:33

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In questi giorni al Parlamento italiano si decide e si voterà la nuova norma sulla responsabilità del medico, che è alla base della questione della “medicina difensiva” e del tanto clamore che sui media si solleva ogni qualvolta viene raccontata una storia di malasanità. Non tutti gli attori coinvolti sono favorevoli a questa nuova norma, qualora venga approvata, perché oltre ad invertire la prova della colpevolezza o della non colpevolezza, sarà il cittadino che si crede danneggiato che dovrà portare le prove dell’errore del medico. Finora è sempre il medico che dinanzi ad una denuncia di errore, vero o solo sospettato, deve portare le prove della sua innocenza. Questo è uno dei motivi per cui si verifica una iperprescrizione di indagini, spesso superflue, perché dinanzi al giudice il medico deve dimostrare di avere fatto il tutto possibile o anche di più. Il governo ora, anche alla luce del risparmio, affida alle società scientifiche di delineare linee guida dell’agire del medico dinanzi alla malattia e l’obbligo del medico a seguire le suddette linee guida.

Di certo l’iniziativa parlamentare si può considerare in parte un fatto positivo, in quanto non sarà solo il pensiero di una persona, in questo caso di un magistrato, che può colpevolizzare o meno un medico, che pur avendo agito bene e nell’interesse della persona in cura, spesso per non avere richiesto un esame, che secondo il magistrato era necessario eseguire, si vede a trascorrere gran parte del suo tempo a trovare letteratura scientifica a sua discolpa. Pertanto secondo il progetto di legge in esame le società scientifiche dovranno redigere delle linee guida a cui il medico dovrà adeguarsi, per dimostrare di avere operato secondo scienza.

Queste linee guida dopo essere state redatte dalle società scientifiche dovranno essere validate dall’Istituto Superiore di Sanità, che è l’organo tecnico scientifico del Ministero della Salute. Il tutto potrebbe apparire buono, però non è detto che sia tutto oro ciò che luccica. Infatti il medico spesso non deve operare solo secondo scienza ma anche secondo un altro dettame dell’arte medica che è la coscienza. Cerco di essere più chiaro; infatti esiste pure un dato diverso dalla scienza che è l’esperienza clinica professionale di ciascuno e i valori della persona malata che secondo le ultime definizioni della medicina basata sulla evidenza (EBM) devono essere tenute in considerazione. In sostanza, oltre ciò che le conoscenze scientifiche definiscono, esiste nella cura delle persone una serie di variabili che non possono essere categoricamente definite per legge perché appartengono al valore della persona umana. Allora sarà bene definire le linee guida solo come raccomandazioni che il medico deve seguire applicando prioritariamente il principio etico e deontologico della scienza e coscienza, tenendo conto anche dei costi di una terapia ma principalmente della salute della persona che si affida al suo operato

Redazione NewSicilia



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