Medicina

Procreazione medicalmente assistita

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10 giu 2015 - 06:09

Amato foto completa

Il giorno 5 giugno, si è tenuta a Palermo, presso la sede dell’ordine dei medici, una giornata di lavoro sul tema della PMA (procreazione medicalmente assistita), e lo stato dell’arte in Regione Sicilia. Oltre al presidente dell’ordine, Salvatore Amato, hanno partecipato il Prof. Antonio Perino, ordinario di Ginecologia dell’Università di Palermo, il dott. Giuseppe Valenti, direttore sanitario del centro Genesis, l’onorevole Fabrizio Ferrandelli, il dott. Gervasio Venuti, Direttore Generale degli ospedali riuniti V.Cevrello-Villa Sofia, il dott. Giuseppe Greco, coordinatore regionale di cittadinanza attiva e il dott. Salvino Leone, bioeticista e ginecologo. Era presente un delegato dell’assessore regionale alla salute.

Durante i lavori sono state affrontate le criticità che ancora oggi i cittadini e le coppie incontrano in Italia, allorquando devono affrontare il lungo e dispendioso viatico della procreazione medicalmente assistita, oggi rientrata a pieno titolo in prestazione sanitaria, che per legge deve essere a carico del servizio sanitario nazionale (SSN). Ad oggi solo la regione Toscana assicura questa prestazione. Al di là dei diversi orientamenti etici e morali, l’infertilità viene considerata malattia e pertanto come tale se ne deve occupare il SSN. Oggi avviene che la PMA è riservata solo a chi, appartenendo a classi sociali abbienti, si può permettere l’esborso di grandi somme di denaro o, peggio ancora, ad espatriare recandosi in quei paesi dove è permessa anche la fecondazione eterologa, con la donazione di gameti, sia maschili che femminili.

L’argomento, in questi giorni, è ritornato alla ribalta dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato l’articolo della legge 40 che vietava le indagini preimpianto, anche alle coppie portatrici di malattie ereditarie. In questa sede non si vuole entrare a discutere di questo argomento, ma si ritiene necessario, invece, sottolineare che in Sicilia non sono ancora funzionanti centri pubblici che possono erogare questo tipo di assistenza e che i centri privati, regolarmente autorizzati ad effettuarla, non rientrano nel sistema di erogazione convenzionata. I fondi attualmente stanziati, a parere del sottoscritto e non del solo, sono insufficienti ed ancora i centri pubblici che dovrebbero effettuare la PMA, non sono ancora attrezzati ad affrontare al meglio la situazione.

Non ci sono dati certi sul numero delle richieste e dei loro fabbisogni, ma ciò che si può affermare è che sono elevati. Per concludere, se c’è un ”bisogno” di salute perché la Sicilia deve arrivare sempre dopo? Cosa ostacola il percorso ad una sanità efficiente? È solo questione di risorse? Oppure è l’atavica indolenza dei siciliani che alla fine porta a percorsi non virtuosi o del malaffare. Sappiamo tutti che dinanzi a giri di grosse somme di denaro, c’è qualcuno che si sveglia e che non è animato di buone intenzioni. Il rappresentante dell’assessorato ha promesso una grande attenzione al problema e promesso l’interesse a che ci si dia una “smossa”. Speriamo bene!!!

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Redazione NewSicilia



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