Medicina

La pericardite, l’infiammazione dispettosa

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4 ago 2015 - 05:56

Corrado-Tamburino

La definizione di pericardite è un’infiammazione, di diverse possibili origini, dei foglietti pericardici. Questi rivestono il cuore proteggendolo dallo sfregamento con le strutture circostanti durante il suo perpetuo e ciclico battere e tra i due foglietti è normalmente presente una piccola quota di liquido che evita la frizione tra essi durante la contrazione e il rilasciamento del cuore.

Talvolta, più frequentemente a seguito di una banale influenza virale, il pericardio può essere bersaglio o del virus o degli anticorpi in alcune patologie autoimmunitarie e si configura così il quadro di pericardite. Clinicamente il paziente riferisce un episodio influenzale o di gastroenterite nei giorni precedenti l’esordio del tipico dolore toracico che accompagna la pericardite. All’elettrocardiogramma possono rendersi evidenti alcune alterazioni tipiche di tale patologia, che variano a loro volta, in base alla quantità di liquido che si raccoglie all’interno del pericardio e che talvolta possono simulare le modifiche tipiche dell’infarto del miocardio.

La pericardite viene solitamente diagnosticata clinicamente e confermata agli esami di laboratorio (VES, PCR, formula leucocitaria alterata, etc) e all’ecocardiogramma che mette in evidenza l’ispessimento dei foglietti pericardici e/o la presenza di versamento pericardico oltre che alla sua entità. La cura della pericardite è basata sugli antinfiammatori e sulla cautela dopo la guarigione (evitare gli sbalzi di temperatura, sudare eccessivamente, abuso di aria condizionata, etc). Nel sospetto di una recidiva, possibile soprattutto nei primi mesi dopo il primo episodio, è utile eseguire un prelievo di sangue con dosaggio di VES, PCR ed emocromo, ed eventualmente un ecocardiogramma di controllo.

In conclusione, la pericardite è una patologia solitamente benigna ma “dispettosa” in quanto può dare astenia (stanchezza) per un periodo più prolungato rispetto alle solite influenze e può recidivare dando dolore toracico con relativa facilità nei primi mesi dalla guarigione.
Tutto sta nel saper agire d’astuzia, non preoccupandosi ma occupandosi del problema facendo esami del sangue e l’ecocardiogramma così da poter eventualmente assumere tempestivamente gli antinfiammatori.

Con la collaborazione della dott.ssa Claudia Tamburino

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Redazione NewSicilia



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