Terapie

Palermo, Villa Sofia-Cervello: l’ospedale del sud per la lotta contro il tumore al fegato

villa sofia cervello
23 feb 2016 - 13:18

PALERMO - Da oggi uno dei principali centri per la lotta contro il tumore primitivo e secondario al fegato si trova in Sicilia e precisamente a Villa Sofia-Cervello nella città di Palermo. Parliamo del primo ospedale al sud di Napoli in grado di realizzare un nuovo trattamento: la radioembolizzazione per le neoplasie epatiche.

L’equipe multidisciplinare di Villa Sofia – Cervello, infatti, ha ridato la speranza anche a chi l’aveva completamente persa.

“Grazie alla radioembolizzazione - spiegano il direttore generale Gervasio Venuti e il direttore sanitario Giovanni Bavetta - i pazienti che necessitano di questo trattamento non saranno più costretti a lunghi viaggi verso altre regioni del centro e nord Italia, con la conseguente riduzione dei costi sia per le loro famiglie che per la stessa Regione siciliana. Tutto questo grazie alle grandi professionalità presenti in questa Azienda”.

Ma in cosa consiste la terapia?

In sostanza l’obiettivo dell’equipe multidisciplinare capitanata dal radiologo interventista, è il rilascio di microsfere radioattive nel letto tumorale tramite la rete arteriolare invece che con l’occlusione dei macrovasi. Il tumore viene trattato in maniera mininvasiva con radiazioni mirate alle parti tumorali. Le conseguenze positive sono molteplici in quanto l’esposizione della parte sana del fegato è limitata, e si riducono gli effetti collaterali sul paziente.

Quali gli effetti?

L’effetto dell’ittrio si esaurisce in dieci giorni, al termine del quale le cellule tumorali irradiate vanno in necrosi e nel fegato rimane un’unica cicatrice riparatrice. Il risultato finale è quello di ottenere spesso una guarigione parziale della malattia con un allungamento dell’aspettativa di vita.

Attualmente sono seguiti e trattati con tutte le altre opzioni terapeutiche, ad eccezione del trapianto, oltre 150 pazienti con circa 80 diagnosi l’anno. In Italia l’epatocarcinoma è la settima causa di morte per tumore, con circa 5000 decessi l’anno.

Vittoria Marletta



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