Medicina

Nuova opzione terapeutica nel trattamento dei noduli benigni della tiroide

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27 giu 2016 - 06:05

Massimo Buscema

La patologia nodulare della tiroide è in progressivo e costante aumento. La prevalenza complessiva può arrivare al 70% della popolazione generale se il metodo utilizzato per la diagnosi è quello ecografico. Una volta accertata la natura benigna del nodulo mediante esame citologico bisogna prospettare al paziente la migliore opzione terapeutica possibile. A parte i casi di noduli di piccole dimensioni nei pazienti giovani in cui può essere indicata la terapia medica con levotiroxina, in presenza di noduli voluminosi con sintomi di compressione locale fino a poco tempo fa l’unica opzione terapeutica valida era rappresentata dall’intervento chirurgico. A quest’ultima adesso si affianca come valida alternativa, in casi selezionati, la termoablazione mediante laser.

Il principio su cui si basa questa nuova procedura è molto semplice: aumentando la temperatura dei tessuti oltre un certo livello si induce una coagulazione delle proteine, che vengono denaturate in modo stabile, provocando la necrosi ovvero la distruzione delle cellule. Tale effetto può essere ottenuto facilmente attraverso l’inserimento all’interno del nodulo di un ago sottile (21 Gauge) il quale attraverso una fibra ottica veicola energia all’interno della lesione.

Al momento l’indicazione principale è riservata a pazienti che abbiano dei noduli sufficientemente voluminosi da dare un danno cosmetico o, se ancor più voluminosi, dei sintomi locali, e a pazienti che preferiscono non sottoporsi alla chirurgia o che abbiano delle controindicazioni all’atto chirurgico o all’anestesia generale.

La terapia si esegue in maniera sostanzialmente molto semplice. Richiede un accesso in Day Hospital e il paziente non ha bisogno di una particolare preparazione.

Il tempo totale del trattamento, legato alla preparazione e messa a punto del paziente e a un suo controllo successivo alla terapia, è di circa 30 min, ma la applicazione di energia laser dura circa 10-12 min. Nei noduli >3cm la riduzione del volume del nodulo arriva ad 1 anno di distanza dal trattamento fino all’80-90% del volume iniziale. Le complicanze sono in genere limitate ad un leggero dolore a livello della cute al momento della penetrazione dell’ago nel collo ma una buona anestesia locale rende tutto ciò pressoché trascurabile.

In conclusione, la termoablazione mediante laser rappresenta una procedura miniinvasiva, di facile esecuzione, ripetibile, pressochè priva di complicanze e rappresenta un’opzione alternativa, in pazienti selezionati, nel trattamento dei noduli tiroidei benigni.

Redazione NewSicilia



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