Medicina

Numero unico per chiamate d’emergenza: necessario personale qualificato

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29 giu 2017 - 06:22

Di sicuro la centrale unica di risposta nasce con lo scopo di poter rappresentare una opportunità per i cittadini che devono, in urgenza ed emergenza, chiamare numeri di pubblico interesse, importanti per la loro sicurezza e quella degli altri, compresa quella sanitaria. È tuttavia al di fuori di ogni ragionevole dubbio che occorre mantenere ben saldo il rapporto o meglio il legame con il territorio. Ne deriva che l’inoltro delle chiamate alle centrali operative esistenti di secondo livello, competenti per l’intervento, debba essere pertinente ai loro compiti, quindi appropriato, senza errori se possibile, con l’impiego quindi di operatori esperti e tecnologia compatibile per un ottimale trasferimento e ricezione delle chiamate, in particolare in sanità, dove la possibilità di errore o una dilatazione dei tempi di intervento mette in crisi un delicato sistema, tempo dipendente per molte condizioni di salute come le cardiovascolari, già di base purtroppo sottodimensionato rispetto alle reali esigenze e richieste del territorio da servire.

L’obbligo che ci deriva dalla Comunità Europea, è nostra opinione che debba essere quindi una opportunità, non essendo naturalmente compatibile con il diritto alla salute e con la sicurezza delle cure una possibile dilatazione dei tempi di intervento, specie se accompagnata ad una, vedremo se solo teorica, maggiore possibilità di errore, causa l’intervento di più soggetti, con un passaggio finale della materiale competenza di intervento alle centrali operative già esistenti, che dovrebbero essere ovviamente tecnologicamente compatibili e funzionali alla facile trasmissione e ricezione per competenza delle richieste che come noto sono ora trasferite dalla centrale unica di risposta, auspichiamo dotata di personale pienamente integrato con quello delle centrali già esistenti, adeguatamente qualificato nella individuazione del bisogno, ricordando che se lo stesso è sanitario, risulta evidente la necessità di una particolare esperienza trattandosi di interventi in cui tempi ed adeguatezza della risposta fanno la differenza fra la vita e la qualità di vita perché un errore o un ritardo in certe condizioni potrebbe causare una stabile disabilità o anche la morte.

Ne consegue che le centrali devono necessariamente essere correttamente interconnesse ricordando a noi tutti che il numero unico per essere una vera risorsa deve mettere in ancor migliore sinergia il soccorso tecnico, le forze dell’ordine ed il soccorso sanitario che resta, anche secondo il ministero, l’interlocutore privilegiato, perché la percentuale di richieste di intervento sanitario è molto sostenuta rispetto alle altre richieste di intervento.

Formazione adeguata del personale, esperienza ed organizzazione sono alla fine elementi fondamentali per portare a casa sinergicamente i migliori risultati possibili. La tempestiva risposta sanitaria ad una richiesta per una percepita o reale urgenza ha bisogno tuttavia di un operatore esperto che sappia compiere un azione più complessa di una semplice risposta al telefono per la necessità di avere le giuste competenze relazionali e la capacità di gestire le emozioni di chi chiama, senza alcuna interruzione, in quanto spesso il chiamante diventa esso stesso primo soccorritore.

Quanto detto lascerebbe presupporre la necessità di una sala n.u.e.112 a gestione integrata con difficile mantenimento nel tempo sia per gli elevati costi, già fin da ora elevati causa la creazione della struttura di coordinamento, che per la indispensabile scelta di un sistema organizzativo interforze veramente integrato per l’obbligato trasferimento della chiamata di soccorso, per competenza, alla concreta operatività delle altre centrali esistenti, di vario ordine e funzione presenti ed operative nel territorio di competenza.

Auspico naturalmente nell’interesse pubblico le migliori sinergie e collaborazioni fra tutti gli attori di questo più complesso sistema al fine di trarne i teorici vantaggi allo scopo di una reale presa in carico dei cittadini al momento del bisogno, correggendo con la esperienza di chi ha già fatto, le eventuali reali possibili criticità solo per migliorare il delicato servizio dedicato alla sicurezza delle persone. 

Domenico-Grimaldi

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Redazione NewSicilia



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