Medicina

Miocardite, cos’è e come si controlla

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28 giu 2016 - 06:36

Corrado-Tamburino

Per miocardite si intende un processo infiammatorio che coinvolge il miocardio. La miocardite può essere causata da numerosi fattori: nella maggior parte dei casi è determinata da un’infezione virale, ma può essere secondaria ad altri processi infettivi (batteri, miceti, protozoi), a malattie autoimmuni o a fenomeni di ipersensibilità a farmaci o sostanze tossiche. Spesso si associa ad infiammazione del pericardio (miopericardite).

In molti casi è preceduta di alcune settimane da un episodio influenzale o da un processo infettivo delle vie respiratorie. Il quadro clinico può variare da casi completamente asintomatici a casi con insufficienza cardiaca fino allo choc cardiogeno (miocardite fulminante).

I segni e i sintomi sono quindi molteplici e dipendono dalla gravità del processo infiammatorio e dal grado di coinvolgimento del muscolo cardiaco; i più frequenti sono dolore toracico, astenia, dispnea, palpitazioni.

La diagnosi si avvale dell’elettrocardiogramma (che presenta onde T invertite ed alterazioni del tratto ST), dell’ecocardiogramma e delle analisi di laboratorio, dove è possibile osservare aumento degli enzimi miocardiospecifici (CK-MB e Troponina), leucocitosi ed aumento degli indici infiammatori (VES e PCR). La diagnosi definitiva richiede una biopsia endomiocardica (BEM), un esame invasivo che nella pratica clinica generalmente è poco utilizzato. Di grande aiuto nella conferma della diagnosi è la risonanza magnetica cardiaca, che permette di caratterizzare le alterazioni del muscolo cardiaco.

Il trattamento si basa sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori e terapia di supporto. Importante osservare un periodo di riposo. Nella maggior parte dei casi il processo infiammatorio si autolimita e si va incontro a completa guarigione. Tuttavia può determinarsi un danno permanente al miocardio che può evolvere in una cardiomiopatia dilatativa. Il trattamento a lungo termine dipende dal grado di danno cardiaco residuo e dalla presenza di anomalie del ritmo cardiaco.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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