Medicina

Medico di famiglia e malato neoplastico

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11 feb 2016 - 06:43

Domenico Grimaldi

Dal momento della diagnosi, per la persona ammalata di tumore, nulla sarà mai più come prima. Il medico di medicina generale viene emotivamente e professionalmente coinvolto nella gestione del malato già dall’inizio del percorso diagnostico fino alla soluzione terapeutica ed al monitoraggio delle possibili recidive. L’approccio deve essere multidisciplinare, tuttavia non si può non considerare che il punto di partenza è il malato per cui per renderlo centrale è fondamentale condividerne i percorsi.

Del malato oncologico vanno prese in carico tutte le esigenze e le richieste, ciascuno degli attori deve rispondere ai suoi bisogni. Come associazione di medici di famiglia condividiamo la opportunità di rendere centrale il malato oncologico per cui secondo la nostra opinione diviene urgente la riorganizzazione strategica della medicina generale, allo scopo di renderla adeguata ai bisogni della gente, privilegiando il modello della presa in carico del malato di tumore, con una continuità assistenziale che sia finalmente vera, efficace, equa, nell’intero territorio nazionale. Solo così potrà esserci la garanzia di un migliore risultato sia perché si migliora l’aspettativa di vita che per il contemporaneo aumento della qualità della stessa.

Nel monitoraggio dei malati neoplastici il medico generalista ha in teoria le competenze necessarie per occuparsene in maniera condivisa, tuttavia, di fatto, viene emarginato ed escluso dalla possibilità di svolgere un ruolo effettivo. Valutando, anche superficialmente, una recente indagine all’interno della medicina generale, avendo chiesto a trentamila medici di famiglia notizie sulla gestione del malato oncologico, solo 465 hanno risposto, rendendo probabile la ipotesi secondo cui i medici di famiglia non si sentano coinvolti nei percorsi dei malati oncologici. Questa semplice osservazione mette in crisi solo se si consideri che il malato oncologico necessita di cure longitudinali nel tempo, che devono assolutamente vedere impegnati i medici di medicina generale.

Si può dire che la medicina generale nel monitoraggio delle possibili recidive neoplastiche al momento è poco coinvolta. Per avere risultati migliori e dare vera centralità al malato dobbiamo seriamente prenderci carico dei problemi.

Redazione NewSicilia



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