Medicina

Medicina generale, è un peccato che in pochi la conoscano

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27 ott 2016 - 07:03

Domenico Grimaldi

La medicina generale è una disciplina medica che per molti anni è stata tenuta fuori dai luoghi di produzione della conoscenza ufficiale. Questo ha naturalmente recato danno, ritardando nel nostro paese la maturazione culturale e scientifica della medicina generale. Della disciplina generalista, del suo particolare modo di agire, dei suoi contenuti e metodi, vi è scarsa conoscenza da parte di molti professionisti ed operatori della sanità. Per molto tempo, in un passato anche recente, si è ritenuto il medico di medicina generale un utilizzatore passivo di strategie e metodologie elaborate da altri. Il medico, nelle Università, veniva formato indipendentemente dal luogo in cui avrebbe esercitato la sua professione, mentre i malati erano considerati come portatori indifferenti di una malattia. La funzione del medico generalista in realtà è quella di un professionista che svolge una professione caratterizzata da particolari conoscenze, abilità e capacità relazionali peculiari e specifiche.

La sua azione si svolge con un approccio centrato sulla persona, orientato all’individuo, alla sua famiglia ed alla comunità di appartenenza, con una relazione individuale che si sviluppa nel tempo attraverso una efficace comunicazione medico paziente. Il medico di medicina generale garantisce alla persona la continuità longitudinale della cura, utilizzando uno specifico processo decisionale condizionato dalla modalità di presentazione dei problemi e dal contesto specifico in cui gli stessi problemi sono affrontati. Il medico di cure primarie si occupa della salute nella dimensione fisica, psicologica, sociale, culturale ed assistenziale. Si occupa anche della promozione della salute, del benessere individuale e collettivo, anche attraverso le attività di prevenzione.

La sfida attuale della medicina generale è organizzativa, transitare dalla medicina di attesa a quella di iniziativa, per essere al passo con i tempi ma sopratutto con le aspettative dei cittadini. Il medico generalista dovrà acquisire oltre ad una elevata competenza clinica, sempre più abilità e competenza attinenti ai modelli organizzativi sanitari e comportamentali, per la necessità di dovere coordinare e dirigere risorse. Dovrà avere abilità nelle relazioni con gli attori del sistema e con le istituzioni. Fondamentale il ruolo delle Università che hanno consentito l’ingresso dei medici di medicina generale allo scopo di sviluppare le conoscenze e competenze di medicina generale, al fine di realizzare l’osmosi di competenze e conoscenze pre e post laurea.

Le esperienze didattiche dovranno essere professionalizzanti, atte a fare acquisire le necessarie abilità al processo di cure della persona sana e malata. Essere orientati alla persona prima che alla malattia fa crescere l’abilità professionale, abitua a convivere con l’incertezza in una precarietà che con l’esperienza diventa creativa, oscillando fra oggettività scientifica e relazione con l’uomo malato. Non sempre, infatti, i modelli di malattia studiati si adattano alla realtà ed alla pratica quotidiana, occorre apprendere bene l’arte della negoziazione per essere in grado di mediare i possibili conflitti, frequenti.

Lo specialista opera nello spazio, il medico di famiglia nel tempo, tuttavia sia la medicina specialistica che quella generale sono complementari anche se con competenze e conoscenze diverse. Le attività di competenza del mmg si esercitano in un setting diverso, originale sia per regole che per contenuti.

Abituati dal mondo scientifico e tecnologico a riconoscere come vero ciò che è obiettivabile e sottoponibile al giudizio degli altri, dovrà essere accettato in qualche modo in base alla persona, alle sue abitudini, alla caratterialità ed alla soggettiva rappresentazione personale della malattia. Salute non solo come assenza di malattia, ma come effetto della integrazione di numerose altre dimensioni, che daranno infine il benessere globale.

Redazione NewSicilia



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