Medicina

Le malattie cardiovascolari ed il cibo, “la dieta mediterranea”

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3 set 2015 - 06:12

Domenico Grimaldi

Le malattie cardiovascolari rappresentano la più frequente causa di morbilità e mortalità. La loro etiologia è multi fattoriale con fattori di rischio noti, di cui alcuni non modificabili come l’età, la familiarità ed il sesso, altri modificabili come il colesterolo, il fumo, l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’alimentazione. La causa principale delle malattie cardiovascolari è rappresentata dall’aterosclerosi, condizione morbosa che si instaura silenziosamente, nel corso degli anni, senza dare segni o sintomi della sua presenza fino a quando non è già in fase avanzata.

La patologia vascolare cerebrale, la cardiopatia vascolare coronarica, le arteriopatie agli arti inferiori, sono condizioni cliniche su base aterosclerotica,strettamente correlate ai fattori di rischio cardiovascolari noti, ed allo stile di vita. Solo per ricordarlo ogni tre o quattro minuti si verifica un accidente cardiaco o vascolare, si tratta di condizioni cliniche che rappresentano la prima causa di morte al mondo. Già Ippocrate sosteneva il ruolo determinante dell’alimentazione nella prevenzione delle malattie quando affermava che “Il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo“.

Il ruolo dell’alimentazione è da sempre centrale nella prevenzione delle malattie. Le malattie cardiovascolari sono prima causa di morte, il diabete e l’obesità sono le pandemie dei nostri giorni, che colpiscono sempre più in giovane età. Alla base della fondamentale importanza dell’alimentazione nella prevenzione delle malattie vi sono molti studi e ricerche, fra queste per la prevenzione cardiovascolare ricordo il Seven Countries Study che dimostra, in modo inequivocabile, il ruolo determinante ai fini preventivi cardiovascolari della dieta mediterranea.

Non deve sottacersi come l’adozione di scelte alimentari appropriate, specie se fin dalla giovane età, rappresenta una componente centrale di un progetto di cura per la prevenzione e comunque la riduzione delle complicanze cardiovascolari su base aterosclerotica.
Avere attenzione agli aspetti nutrizionali ed alle modifiche dello stile di vita significa inequivocabilmente ridurre fortemente il rischio di obesità, diabete, ipertensione, dislipidemia, spesso coesistenti. Il medico dovrebbe sempre comunicare alla persona la consapevolezza delle reali difficoltà che si incontrano a modificare gli stili di vita, ma nel contempo deve anche avere il compito di rafforzare la convinzione di dovere attuare il necessario cambiamento ad ogni costo.

Si cercherà aiuto per il difficile percorso, ricordando che il cambiamento è un percorso complesso con molte difficoltà. Si richiede in tal senso pazienza, motivazione, tempo e disponibilità. Si devono porre obiettivi raggiungibili, avendo fiducia nelle proprie possibilità, trovando persone che possano essere di aiuto in questo difficile cammino. Il Cambiamento delle abitudini alimentari è difficile perché tali inveterate abitudini sono state costruite nel tempo, hanno a che fare con la nostra storia personale e dipendono da molte cose. Alimentarsi non è infatti solo una necessità del nostro corpo, ma viene influenzato anche da fattori economici, sociali, ambientali, psicologici oltre che affettivi.

Cambiare le abitudini alimentari è possibile se si trova un equilibrio fra senso della misura ed il gusto, senza identificare il benessere alimentare come il risultato di prescrizioni e divieti. L’Effetto protettivo della dieta mediterranea nelle patologie cardiovascolari è noto e da tempo dimostrato. Basta aumentare l’aderenza alla dieta mediterranea che nei soggetti con malattie cardiovascolari manifeste si ottiene una riduzione della mortalità e delle complicanze cardiovascolari. Dopo una cardiopatia ischemica acuta non basta una informazione generica e non strutturata perché in tal modo non si produce né si induce un cambiamento del comportamento alimentare radicato.

Fornire indicazioni semplici ma fruibili e corrette, è invece una azione irrinunciabile alla dimissione ospedaliera o comunque dopo un evento cardiovascolare acuto. Non mi pare possano esserci soverchie difficoltà nell’indicare come ad ogni pasto principale vada inserita una porzione di cereali e derivati (pane,pasta,riso,mais) privilegiando i prodotti integrali, a ridotto contenuto di grassi. Non può mancare la frutta e la verdura, almeno quattro-cinque porzioni al giorno, preferibilmente di stagione ed a filiera corta. Occorre limitare il consumo dei prodotti di origine animale come carne rossa, insaccati ed affettati, non più di due, tre volte al mese. A pranzo ed a cena bisogna alternare i secondi con privilegio per il pesce, meglio azzurro due-tre volte a settimana, carne bianca tre volte, uova una volta formaggi due volte.

Nell’alimentazione vanno inseriti i legumi secchi o freschi come ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, almeno due volte a settimana. Almeno una o due volte un piatto vegetariano con cereali, frutta oleosa come noci e mandorle, verdure e frutta fresca, come pasto completo. Usare olio extravergine di oliva a crudo e per la cottura dei cibi. Occorre fare attenzione alle etichette dei cibi comprati per la presenza di grassi saturi ed idrogenati. Fare una lista corretta delle cose da comprare, riducendo le bevande ed i cibi zuccherati. Usare poco sale ed alcool con moderazione come un bicchiere di vino a pasto nell’uomo e mezzo bicchiere nella donna. Non saltare i pasti e non eccedere quantitativamente.

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Redazione NewSicilia



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