Medicina

Malato oncologico va curato “in sinergia”

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10 mar 2016 - 06:57

Domenico Grimaldi

Costituire nella nostra realtà una rete di professionisti del servizio sanitario che si occupi della presa in carico del malato oncologico significa adottare un modello organizzativo che favorisca la sinergia e collaborazione di tutti gli attori, per una vera centralità della persona malata, con risultati di maggiore efficacia ed efficienza complessiva. Occorre costruire una comunità di professionisti ed operatori, con l’obiettivo di creare percorsi condivisi di diagnosi, terapia ed assistenza per le persone affette da malattie neoplastiche. Verificare l’esistenza di percorsi aziendali o territoriali rappresenta il punto di partenza obbligato per attuare poi una politica di condivisione degli stessi, superando gli steccati interaziendali, nell’interesse dei malati e del sistema, effettuando un coordinamento capace di rendere meglio fruibile sia l’accesso che la fruibilità del percorso dei malati.

La creazione di un dipartimento oncologico funzionale provinciale rappresenta uno strumento per realizzare la non differibile integrazione dei servizi, delle strutture e professionalità in campo oncologico ai fini di assicurare non solo migliore qualità ma anche maggiore sicurezza nelle cure oncologiche nel nostro territorio. In tal senso il miglior uso delle risorse consentirebbe di non trascurare la prevenzione, la diagnosi precoce, la riabilitazione e l’assistenza socio sanitaria alle persone sofferenti di tale grave condizione psico fisica.

La istituzione di un dipartimento funzionale oncologico provinciale, esistente in altre realtà regionali, costituito dalla integrazione di unità operative e servizi oncologici, seppur funzionale, costituirebbe la condizione per migliorare la risposta sanitaria dovuta alla gente riuscendo a migliorare la definizione ed implementazione dei percorsi nelle varie fasi della malattia, assicurando la necessaria interdisciplinarietà dei processi diagnostici e curativi.

Redazione NewSicilia



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