Il medico risponde

Maggiore chiarezza nel riconoscimento delle invalidità

handicap
19 giu 2016 - 06:18

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Nino Rizzo

Circa tre mesi addietro mia suocera di 84 anni è stata sottoposta a visita presso la Commissione Invalidi dell’ASP di Catania a seguito di una domanda per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Successivamente ha ricevuto una convocazione a visita diretta presso il Centro Medico legale dell’INPS dove si è presentata accompagnata da un medico di parte. Qualche giorno addietro mia suocera ha finalmente ricevuto il verbale definitivo con il quale veniva comunicato il riconoscimento si di una invalidità del 100% ma senza la concessione dell’indennità di accompagnamento. Il nostro medico ci ha poi spiegato che la Commissione INPS ha contestato che lo stato di demenza di mia suocera era certificato da uno specialista neurologo e non da uno specialista psichiatra. È corretto tutto ciò? (g.p.)

 Più che corretto direi che è una consuetudine. Una consuetudine che però meriterebbe un chiarimento definitivo da parte dell’INPS e da parte degli stessi vertici dell’ASP. Qualche settimana addietro, proprio intervenendo alla presentazione nella nostra città del Progetto Nazionale Demenze in rappresentanza dell’Ordine dei Medici di Catania, avevo evidenziato questa criticità all’attenzione del Direttore Sanitario dell’ASP. E proprio traendo esempio dall’ottimo e tempestivo intervento di recepimento della nostra ASP di una circolare dell’INPS relativamente al riconoscimento dei benefici da concedere ai minori affetti da diabete mellito tipo 1, che finalmente ha posto fine a diversità valutative in questo settore, ho chiesto in quell’incontro al Direttore Sanitario dell’ASP di Catania un medesimo intervento nel settore della valutazione dei deficit cognitivi. In questo ambito infatti assistiamo spesso, troppo spesso, ad una confusione e ad una incertezza valutativa che francamente risulta non più accettabile. Occorre assolutamente fare chiarezza e dare indicazioni precise, pur nella giusta autonomia delle Commissioni ASP e nel rispetto del ruolo di controllo dei sanitari dell’INPS; alla gente ed ai medici, che eventualmente li assistono e li seguono nel percorso di riconoscimento dei benefici richiesti, va detto finalmente se fare certificare l’eventuale deficit cognitivo dal neurologo o dallo psichiatra o dal centro demenze o indifferentemente ed indipendentemente da ognuno di questi e se fare o meno accompagnare tali valutazioni eventualmente da consulenze psicologiche; va insomma normato questo percorso, per evitare appunto casi come il suo che determinano frustrazione e spesso un profondo senso di ingiustizia in chi li subisce.

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Redazione NewSicilia



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