Medicina

L’importanza della dieta nel paziente diabetico

DIETA_MEDITERRANEA_ITALIA
8 ago 2016 - 06:11

Massimo Buscema

La terapia del paziente con diabete mellito tipo 2 si fonda prima ancora che sulla terapia farmacologica sulla scelta di uno stile di vita sano, che significa dieta alimentare ed attività fisica. Solide evidenze scientifiche indicano che la restrizione calorica ed il calo ponderale sono indispensabili per raggiungere un buon controllo glicemico in questi pazienti. La dieta alimentare però non è solo uno strumento per ridurre l’introito calorico e quindi far perdere peso, ma va intesa come educazione ad un’alimentazione più sana che permette, attraverso la scelta di alcuni alimenti e la riduzione di altri, di ottenere un miglioramento dello stato di salute del paziente diabetico e di ridurre il suo rischio cardiovascolare.

I numerosi studi che negli anni sono stati portati avanti sull’argomento hanno dimostrato come la dieta Mediterranea sia in grado di fare ciò. I pazienti diabetici che seguono questo regime dietetico rispetto a quelli che praticano altre diete mostrano, negli studi, un miglior compenso glicemico ed una migliore sensibilità insulinica (che potremmo descrivere come la capacità dei nostri organi e tessuti di “sentire “l’insulina prodotta dal nostro pancreas con un miglioramento del metabolismo degli zuccheri).

Un grosso studio ha dimostrato che la dieta Mediterranea è in grado di ridurre del 30% gli eventi cardiovascolari in pazienti con diabete mellito tipo 2 rispetto ad altre diete, altri studi hanno confermato la sua efficacia nel ridurre i fattori di rischio cardiovascolari determinando nei pazienti un miglioramento del peso, della pressione arteriosa sistolica e diastolica, del colesterolo, della glicemia e della proteina C reattiva, quest’ultima rappresenta un marcatore di infiammazione ed è correlata allo stress ossidativo.

Questi studi dimostrano che è la qualità dell’alimentazione a giocare un ruolo fondamentale. La dieta Mediterranea è una dieta fondata sul consumo di cereali integrali, legumi, frutta e verdura, frutta secca, sulla scelta dell’olio di oliva come grasso principale, sul modico consumo di derivati del latte fermentati e pollame e soprattutto su basso consumo di carni rosse, insaccati e carboidrati raffinati.

I benefici della dieta Mediterranea sul rischio cardiovascolare sono probabilmente mediati da un miglioramento dello stress ossidativo e dell’infiammazione, due condizioni coinvolte nello sviluppo del diabete tipo 2 e delle malattie cardiovascolari. Bisogna sottolineare ad esempio come il consumo di frutta e verdura rafforzi le difese antiossidanti dell’organismo e la capacità di riparare i danni causati dallo stress. Anche la qualità dei grassi nell’alimentazione è importantissima, basti pensare che gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) che sono i grassi maggiormente rappresentati nella dieta mediterranea hanno effetti benefici sullo stress ossidativo ed al contrario i grassi saturi hanno effetti dannosi.

Secondo alcuni studiosi l’equilibrio e la qualità dei nutrienti sarebbero alla base degli effetti cardiovascolari protettivi della dieta Mediterranea nel paziente diabetico. Il consumo di olio di oliva, il moderato apporto di latticini e formaggi, il basso consumo di carne fa sì che tale alimentazione abbia tra il 25% ed il 35% dell’apporto calorico giornaliero derivante dai grassi, in maggioranza polinsaturi. I cereali integrali, la frutta e la verdura garantiscono un elevato apporto di fibre e di carboidrati a basso indice glicemico. Tali alimenti sono inoltre ricchi di vitamine e oligoelementi come zinco e selenio che posseggono proprietà anti-infiammatorie ed anti-ossidanti.

Infine dobbiamo ricordare che la dieta Mediterranea resta uno degli approcci più validi anche per la perdita di peso. Dai grandi studi emerge che la dieta “ideale“ per la prevenzione e la terapia del diabete è quella con una modesta restrizione calorica se il paziente è in sovrappeso in modo da permettere un decremento ponderale del 5-7% del peso corporeo, con una riduzione di grassi totali al di sotto del 30% delle calorie totali ed in particolare di questi meno del 10% devono essere saturi, evitando i grassi trans idrogenati e aumentando l’introito di fibre vegetali. Tali caratteristiche si ritrovano nella dieta Mediterranea, in grado non solo di migliorare il compenso metabolico del paziente diabetico ma anche di ridurre il suo rischio cardiovascolare, per tale motivo, come proposto anche dalle linee guida, questo tipo di dieta dovrebbe sempre essere considerata il primo e fondamentale approccio terapeutico.

Redazione NewSicilia



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