Medicina

L’embolia arteriosa: definizione e diagnosi

embolia arteriosa
2 ago 2016 - 06:06

Corrado-Tamburino

L’embolia arteriosa è una condizione caratterizzata dalla migrazione di un embolo nel circolo ematico arterioso ed al suo arresto a livello di un vaso di piccolo, medio o grosso calibro con conseguente occlusione acuta di quest’ultimo.

La localizzazione più frequente è rappresentata dalla biforcazione delle grosse arterie e l’embolo può essere costituito da un coagulo ematico o, più raramente, da materiale grassoso, gassoso o da corpi estranei.

A seconda della costituzione dell’embolo il meccanismo fisiopatologico è differente: l’embolo ematico nel 90% dei casi origina nelle cavità cardiache o, più raramente, da un trombo murale che si forma a livello di placche ateromasiche complicate; l’embolo grassoso deriva da frammenti di tessuto adiposo che si libera nel circolo ematico in seguito a fratture ossee o in corso di interventi chirurgici ortopedici; infine, l’embolo gassoso è legato all’immissione in circolo di bolle di gasi come accade nella malattia iperbarica.

Come fare diagnosi? A tal proposito è importante in prima istanza la raccolta amnestica associata ad una valutazione del quadro clinico: il paziente riferisce la comparsa improvvisa, a livello dell’arto interessato, di un dolore violento (spesso definito “a colpo di frusta”), presente anche a riposo, che si accentua in clinostatismo e si riduce in ortostatismo. A questi sintomi si associano segni clinici caratteristici come la comparsa di cute fredda, pallida e cianotica con scomparsa del polsi arteriosi a valle dell’occlusione. In alcuni casi si può sviluppare una neuropatia vascolare con paresi dell’arto ed iporeflessia tendinea.

Nei casi dubbi ricordate la famosa “Prova della posizione di Ratschow”: sollevando gli arti a 60° dal piano orizzontale si osserva pallore della pianta dei piedi o del palmo delle mani; riportando gli arti in basso il colorito roseo plantare o palmare ricompare molto ma molto lentamente, dopo circa 10-15 secondi!

Come si ottiene la conferma diagnostica? Dopo un’attenta valutazione amnestica e clinica, è necessario ricorrere ad una valutazione di tipo strumentale con impiego di una ultrosonografia doppler: in presenza di obliterazione del vaso si verifica la scomparsa di ogni segnale doppler, con eventuale presenza di segnali dovuti al circolo collaterale.

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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