Medicina

L’ecosistema vaginale e le infezioni

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12 mag 2017 - 06:10

Il secreto vaginale è normalmente composto dalle secrezioni delle ghiandole di Bartolino e di Skene, dal trasudato delle pareti vaginali, dal muco cervicale, dalle cellule desquamate dell’epitelio vaginale, dal fluido endometriale ed endocervicale e dai leucociti. La quantità totale giornaliera prodotta è di 1-3 g/24h nella donna in età fertile. Il secreto vaginale è notevolmente aumentato durante la stimolazione sessuale, attraverso un incremento della vascolarizzazione e della trasudazione dei capillari. Questo insieme di fenomeni, in collaborazione con l’eiaculazione, consente la creazione di un ambiente meno ostile agli spermatozoi. Numerose sono le cause infettive e non, che possono produrre una sua modificazione.

Il quadro clinico è molto vario, potendo presentare sia forme scarsamente sintomatiche sia forme con sintomatologia imponente (leucorrea, bruciore, prurito, dispareunia…). Qualunque sia il quadro clinico non bisogna mai trascurare le possibili implicazioni a carico della donna o della coppia per la possibile sterilità, per la potenziale trasmissione dell’infezione al prodotto del concepimento o al partner e per la sospetta insorgenza di alterazioni cellulari in corso di PAP-test.

L’ambiente vaginale costituisce un ecosistema complesso in cui interagiscono vari fattori in delicato equilibrio e fondamentalmente ostile allo sviluppo di microrganismi “estranei” ed in particolare patogeni. Questo equilibrio è messo a dura prova dall’esposizione del tratto genitale femminile (vulva, vagina e cervice uterina) all’ambiente esterno, con conseguente rischio di infezioni che, in alcuni casi, possono compromettere la fertilità futura. Il pH, glicogeno e glucosio, ormoni, gravidanza e parto, traumi ed interventi chirurgici, rapporti sessuali ed eiaculato, metodi contraccettivi, irradiazione e patologie maligne, immunosoppressione e trattamenti antibiotici possono modificare l’ecosistema vaginale.

Il pH vaginale è nettamente acido (4-4,5), dipende dall’elevata concentrazione di acido lattico (2-3%), a sua volta funzione della presenza del glicogeno e del tasso estrogenico e della presenza dei Lattobacilli (in prevalenza b. di Doderlein). Modificazioni sostanziali dell’ambiente vaginale si hanno con l’uso di saponi o lavande che, destinate ai soli genitali esterni, vengono erroneamente introdotte all’interno. L’uso degli assorbenti interni non è in generale mai da consigliare sia perché favorisce lo sviluppo degli anaerobi sia perché trattenendo più a lungo in vagina il materiale ne prolunga la degradazione e favorisce l’assorbimento di sostanze dannose sia a livello locale che generale.

I disordini dell’ecosistema vaginale portano a mutamenti dell’ambiente vaginale in cui la flora lattobacillare è sostituita da microorganismi per lo più anaerobi quali la Vaginosi batterica. Nella pratica ambulatoriale prima di giungere ad una diagnosi di vaginite batterica o micotica, è molto importante valutare le variazioni dell’ambiente vaginale per poter arrivare ad una diagnosi corretta, ai fini di instaurare una giusta e mirata terapia.

Giuseppe_Ettore

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Redazione NewSicilia



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