Medicina

L’aspirina previene il rischio di eventi cardiovascolari?

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30 giu 2015 - 06:30

Corrado-Tamburino

Gli eventi cardiovascolari includono l’ischemia cardiaca fino all’infarto miocardico vero e proprio, gli attacchi ischemici cerebrali transitori, l’ictus cerebrale, e l’ischemia dei distretti arteriosi periferici, soprattutto degli arti inferiori. Tali eventi sono causati dalle placche aterosclerotiche che si formano nelle arterie come conseguenza del danno ossidativo della parete vasale e del successivo accumulo parietale di colesterolo, cellule infiammatorie, e piastrine, che aggregandosi, accrescono la placca all’interno del lume del vaso creandone l’ostruzione, con riduzione del flusso sanguigno e sofferenza ischemica dei tessuti.

Pertanto la prevenzione degli eventi cardiovascolari consiste nella correzione dei fattori di rischio che favoriscono la formazione e la progressione dell’aterosclerosi, e cioè i classici fattori di rischio cardiovascolari modificabili, che includono il diabete, l’ipertensione arteriosa, il fumo, l’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia. La correzione di tali fattori può essere ottenuta mediante un corretto stile di vita da solo o associato alla terapia farmacologica. In tal senso esistono diversi farmaci mirati al trattamento di tali fattori di rischio, che hanno dimostrato di essere efficaci e sicuri sia nella prevenzione primaria, cioè nell’evitare un primo evento cardiovascolare, sia nella prevenzione secondaria, cioè nell’evitare episodi ricorrenti dopo un primo evento.

L’armamentario farmacologico della prevenzione cardiovascolare comprende l’aspirina che inibisce l’aggregazione delle piastrine, che come detto è un importante componente delle placche aterosclerotiche. La domanda più frequente è se assumere l’aspirina in prevenzione primaria in soggetti che hanno almeno un fattore di rischio cardiovascolare. Le evidenze scientifiche disponibili non supportano un uso generalizzato in tali soggetti, in cui è piuttosto consigliabile un uso selettivo in sottogruppi di pazienti, sulla base del rischio cardiovascolare individuale valutato dal medico.

Pertanto in tale ambito della prevenzione cardiovascolare primaria non esistono certezze, non permettendo il “fai da te”. Al contrario, è ben definito il beneficio dell’aspirina nella prevenzione secondaria e cioè nel ridurre la ricorrenza di eventi, e pertanto, i pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare devono assumere l’aspirina cronicamente. Tale farmaco ha quindi attualmente un ruolo fondamentale nella prevenzione cardiovascolare, ma il trattamento con tale farmaco, che non è scevro da rischio, va appropriatamente individualizzato.

Con la collaborazione della dott.ssa Piera Capranzano

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Redazione NewSicilia



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