Medicina

Infertilità e medicina generale

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23 lug 2015 - 07:00

Domenico Grimaldi

La fertilità è una condizione che coinvolge la persona, la coppia, la società. Se un uomo o una donna si trovano in una condizione di infertilità di frequente si osservano vissuti deviati, esagerati, che portano a sensi di colpa, vergogna, frustrazioni, diminuzione dell’autostima, alterazioni della personalità. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, negli ultimi anni, sono state “saperi”che hanno dato risposte adeguate al desiderio legittimo di maternità e paternità, stimolando anche iniziative di prevenzione circa il benessere riproduttivo e sessuale. Circa il 15% delle coppie neo formate ha problemi di infertilità intesa come incapacità a concepire dopo 12 mesi di rapporti non protetti.

Le cause di infertilità sono percentualmente simili nella donna e nell’uomo, circa il 35% ciascuno. La infertilità è un problema medico e sociale, con la infertilità maschile che rappresenta circa la metà delle cause di infertilità di coppia. In linea di massima il 30% della popolazione in età riproduttiva (13-55 anni), presenta fattori di rischio per l’apparato riproduttivo. Si impone in tal senso una riflessione sulle strategie sanitarie, politiche e sociali da adottare, per prevenire tale condizione. La prevenzione primaria in tal senso è una buona arma per cui bisogna educare i giovani alla conoscenza dei rischi derivanti dagli abusi, che mettono in pericolo la salute in genere, quella andrologica in particolare.

Fra i principali fattori di rischio non può sottacersi il varicocele, il criptorchidismo, i tumori del testicolo, i traumi e le torsioni, le infezioni dell’apparato riproduttivo, senza dire delle cause iatrogene, genetiche ed endocrine. Da non dimenticare le cause di origine ambientale, che rappresentano un rischio unitamente a quelle occupazionali e degli stili di vita (fumo, alcool, droghe, etc.). Importante la temperatura scrotale, la familiarità, l’età, il varicocele, ipogonadismo e infertilità, le malattie sessualmente trasmesse, obesità con riduzione del volume dei testicoli e del pene, l’azione negativa di farmaci, l’inquinamento ambientale. Il legame fra ambiente e salute è noto a tutti, già Ippocrate affermava che “il cosmo penetra nell’uomo con aria, bevande e cibi, sostanze che diventano parte integrante dell’organismo”.

Di certo inquinamento ambientale e manipolazione dei cibi hanno a che fare con la qualità della nostra vita e con le malattie cui andiamo incontro. La globalizzazione ha molte ripercussioni sulla organizzazione umana e sugli ecosistemi. Una esposizione anche minima, ma quotidiana, ad agenti esterni, può indurre modificazioni alla base, a sua volta, di alterazioni embrionali, fetali e dei gameti. I medici a ben osservare sono i primi testimoni degli effetti del danno ambientale con comparsa sempre più precoce di malattie. In tal senso il medico ha una responsabilità individuale ma anche collettiva di forte spessore sociale. Ne deriva la necessità di promuovere una medicina della salute nel territorio, non solo curativa.

Interferenti endocrini sono sempre più presenti nell’ambiente e nella catena alimentare, determinanti interferenze con l’azione di ormoni e neuro trasmettitori, con alterazioni del funzionamento di molti organi ed apparati. Una cospicua percentuale delle malformazioni genitali e dell’apparato riproduttivo ed endocrino, derivano da tali interferenze sulla programmazione dei delicati sistemi endocrino metabolici. Esporre, già in vita intrauterina, a questi interferenti endocrini significa determinare danni gravi, che si evidenziano anche dopo molti anni. Importanti in tal senso sono le alterazioni del sistema riproduttivo maschile e femminile. La concentrazione e la qualità dello sperma si è con gli anni notevolmente ridotta rispetto al passato, così come sono in aumento i bambini con malformazioni genitali.

Sia nell’uomo che nella donna aumentano le patologie dell’apparato riproduttivo, probabilmente per interferenze esterne chimiche ed ambientali. Prevenire ed informare la popolazione, in tal senso, è un obiettivo di salute pubblica. La legge 40/2004, aumenta la comunicazione e la informazione sulla infertilità e sulla salute riproduttiva. Aumentano le coppie che accedono ai servizi di riproduzione medicalmente assistita ed aumenta contemporaneamente l’età media dei pazienti, anche se un’età media alta, incide negativamente sui risultati.

Per la infertilità maschile le regole da rispettare sono la abolizione del fumo, in quanto causa di disturbi vascolari della erezione, la eliminazione di droghe e sostanze come gli anabolizzanti, che riducono il volume dei testicoli e danneggiano gli spermatozoi, la riduzione e abolizione dell’alcool, che danneggia la capacità sessuale e la fertilità, anche l’obesità determina squilibrio ormonale con diminuzione del testosterone ed aumento degli ormoni femminili. Importante invece esercitare una buona attività fisica ed alimentazione, un sano comportamento sessuale per evitare malattie sessualmente trasmesse, in grado di compromettere la fertilità.

Avere una buona igiene intima, stare lontano dallo stress, nemico della sessualità perché le catecolamine in eccesso, danno disturbi transitori dell’erezione. Non usare indumenti stretti, meglio quelli comodi, naturali, non tenendo i cellulari in tasca, in quanto diminuiscono la velocità e mobilità degli spermatozoi del 20% ed infine si ricorda di controllare i testicoli anche per la possibilità di riscontrare tumori.

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Redazione NewSicilia



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