Medicina

Infertilità e medicina generale

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2 mar 2017 - 06:44

Il medico di medicina generale, oggi definito medico di cure primarie, rappresenta il principale riferimento della persona, della famiglia e della comunità. Si occupa dell’uomo nel suo complesso, dagli stili di vita alla promozione della salute, dal benessere psico fisico alla condizione di malattia ed alla riabilitazione. La fertilità è una condizione che coinvolge la persona, la coppia, la società. Se un uomo o una donna si trovano in una condizione di infertilità di frequente si osservano vissuti deviati, esagerati, che portano a sensi di colpa, vergogna, frustrazioni, diminuzione dell’autostima, alterazioni della personalità.

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, negli ultimi anni, sono state “Saperi” che hanno dato risposte adeguate al desiderio legittimo di maternità e paternità, stimolando anche iniziative di prevenzione circa il benessere riproduttivo e sessuale. Circa il 15 per cento delle coppie neo formate ha problemi di infertilità intesa come incapacità a concepire dopo 12 mesi di rapporti non protetti. Le cause di infertilità sono percentualmente simili nella donna e nell’uomo, circa il 35 per cento ciascuno. La infertilità è un problema medico e sociale, con la infertilità maschile che rappresenta circa la metà delle cause di infertilità di coppia.

In linea di massima il 30 per cento della popolazione in età riproduttiva (13-55 anni), presenta fattori di rischio per l’apparato riproduttivo. Si impone in tal senso una riflessione sulle strategie sanitarie, politiche e sociali da adottare, per prevenire tale condizione. La prevenzione primaria in tal senso è una buona arma per cui bisogna educare i giovani alla conoscenza dei rischi derivanti dagli abusi, che mettono in pericolo la salute in genere, quella andrologica in particolare. Fra i principali fattori di rischio non possono sottacersi il varicocele, ilcriptorchidismo, i tumori del testicolo, i traumi e le torsioni, le infezioni dell’apparato riproduttivo, senza dire delle cause iatrogene, genetiche ed endocrine.

Da non dimenticare le cause di origine ambientale, che rappresentano un rischio unitamente a quelle occupazionali, e stili di vita (fumo, alcool, droghe, etc.). Importante la temperatura scrotale, la familiarità, l’età, il varicocele, ipogonadismo e infertilità, le malattie sessualmente trasmesse, obesità con riduzione del volume dei testicoli e del pene, l’azione negativa di farmaci, l’inquinamento ambientale.

Il legame fra ambiente e salute è noto a tutti, già Ippocrate affermava che “il cosmo penetra nell’uomo con aria, bevande e cibi, sostanze che diventano parte integrante dell’organismo”. Di certo inquinamento ambientale e manipolazione dei cibi hanno a che fare con la qualità della nostra vita e con le malattie cui andiamo incontro. La globalizzazione ha molte ripercussioni sulla organizzazione umana e sugli ecosistemi. Una esposizione anche minima, ma quotidiana, ad agenti esterni, può indurre modificazioni alla base, a sua volta, di alterazioni embrionali, fetali e dei gameti.

I medici a ben osservare sono i primi testimoni degli effetti del danno ambientale con comparsa sempre più precoce di malattie. In tal senso il medico ha una responsabilità individuale ma anche collettiva di forte spessore sociale. Ne deriva la necessità di promuovere una medicina della salute nel territorio, non solo curativa.

Domenico Grimaldi

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Redazione NewSicilia



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