Medicina

In Italia nel 2015 sono aumentati i decessi. Perché?

cemetery-999955_960_720
24 feb 2016 - 07:08

 Amato foto completa

Leggendo i dati pubblicati dall’ISTAT nel mese di febbraio di quest’anno e relativi all’anno 2015, risaltano agli occhi due numeri e segnatamente quello dei morti, 653mila nel 2015 (+54mila rispetto al 2014) e quello delle nascite, 488mila (-15mila rispetto al 2014). L’aumento della mortalità risulta più alto nelle classi di età più anziane (75-95 anni).

Su questi dati voglio sottoporre una prima riflessione: quando si guardano i numeri, per i matematici e gli epidemiologi sempre perfetti, per i biologi non sempre. Infatti l’aumento dei dati sulla mortalità degli anziani potrebbe essere visto come un fatto naturale perché la sopravvivenza è aumentata e quindi alcune delle morti che sarebbero dovute avvenire nel 2013 e nel 2014 sono state posticipate. Quanto detto è una possibile spiegazione, ma ce n’è un’altra ed esattamente è possibile che il sevizio sanitario nazionale non sia riuscito a soddisfare tutte le richieste di salute dei cittadini, in particolare dei più fragili, e quindi degli anziani? L’impoverimento della popolazione di certo spinge alcune classi sociali e sottovalutare il bene salute, quindi spese per i farmaci rispetto a quelle sostenute per l’alimentazione o per il riscaldamento delle abitazioni. La stessa alimentazione verso una qualità dei cibi più scadente? Queste sono domande che la società deve porsi e ancora di più i decisori politici.

I tagli alla sanità sono stati sempre una razionalizzazione delle spese? Qualche dubbio persiste tra i medici che spesso hanno contestato le linee governative attuali e che sarebbe opportuno che tutti conoscessero. Non sempre i medici difendono la casta, come qualcuno afferma, ma forse vogliono difendere la salute delle persone che ad essi si affidano. Circa 2 mesi fa, il ministro Lorenzin affermava che gli italiani sono tra gli europei i meno aderenti alla terapie prescritte dai dottori. Questo avviene perché sono indisciplinati, o perché i medici non convincono i pazienti a curarsi? Personalmente penso che un fatto di una certa rilevanza sia che non tutti hanno i soldi per acquistare le medicine o sostenere le spese per esami e visite mediche. L’introduzione dei ticket non è sostenibile per tutti, e se è vero che molti ne hanno usufruito in maniera non lecita, è vero pure che molti pagano conseguenze che una nazione civile non deve permettere.

Per concludere, queste mie riflessioni non possono essere prese come certezze ma come dubbi che tutti i cittadini devono porsi, facendo sì che la solidarietà sia un dovere ma anche che le scelte politiche siano dettate da senso civico.

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA