Medicina

I disagi odierni del Medico di famiglia

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30 apr 2015 - 06:05

Domenico Grimaldi

 

Al giorno d’oggi il medico di cure primarie si trova in una condizione di profondo disagio non riuscendo a valorizzare le sue conoscenze e le abilità, in un sistema le cui regole attuali non gli consentono questa possibilità. Il medico generalista ha la sensazione di non fare più il medico a causa del crescente carico amministrativo, si sente emarginato ed escluso dalle scelte che lo riguardano, si ritiene lo scarico naturale delle inefficienze del sistema sanitario. In tale contesto il medico di famiglia sembra un criceto che corre nella sua gabbia, sempre più veloce, restando in realtà sempre fermo nello stesso posto nonostante la fatica con perdita di soddisfazione professionale e di qualità.

Cambiare le modalità di lavoro ed organizzazione della medicina generale è imperativo ed urgente se vogliamo rispondere alle esigenze dei cittadini. Spesso l’intervento medico avviene a danno già conclamato, non essendo possibile a causa dell’attesa intervenire al momento giusto con diagnosi precoci e cure capaci di cambiare la evoluzione delle malattie. Non si possono infatti prevenire le complicanze di tante importanti malattie croniche poichè non si riesce a fare diagnosi precoce né prevenzione o nei casi di condizioni morbose agire affinchè vi sia il rallentamento della evoluzione naturale.

Lo stesso malato spesso non percepisce il suo reale bisogno sanitario. Una gestione efficace e moderna porta inevitabilmente alla conclusione che è indispensabile un sistema che consenta un controllo attivo e di iniziativa, al fine di evitare diagnosi tardive e complicanze un sistema integrato a rete. Non ci è consentito disperdere le esclusive competenze della medicina generale, occorre tuttavia rilanciare il nuovo modello di lavoro, rimodulando l’ organizzazione delle cure primarie con modelli a supporto della necessaria nuova funzione a garanzia di idonei percorsi condivisi per fare delle cure primarie il vero motore del territorio.

Di sicuro la nuova organizzazione porterà ad una maggiore complessità, a parità di impegno clinico, anche se le ore disponibili per la clinica dovranno aumentare a scapito del lavoro amministrativo e burocratico attuale. In Sicilia la medicina generale è chiamata a garantire le cure di primo livello, ma deve essere messa in grado di dare le risposte necessarie ai bisogni di salute. Ci si dovrà organizzare costruendo una rete efficace, adeguando le strutture e gli strumenti.

La digitalizzazione in atto viene realizzata trasferendo incombenze burocratiche al medico di famiglia, non fornendo le risorse necessarie, anzi diminuendo di fatto il tempo disponibile per le attività cliniche..
Per ciascuno il vero valore deve essere l’umanità in quanto l’abilita tecnica è subordinata. Mettiamo più impegno nella vita di tutti i giorni, ricordando che la dignità risiede nel pensiero ed è l’unico modo per elevarci.
L’augurio è che finisca il pregiudizio e l’intolleranza che, come è noto si nutre dell’ignoranza.

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Redazione NewSicilia



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