Sanità

Gli ultimi ritrovati tecnologici e le strategie terapeutiche nella cura delle patologie cardiovascolari

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19 apr 2015 - 19:24

ACICASTELLO - Anche la seconda giornata di lavori al Mediterranean Cardiology Meeting, organizzato dal Direttore della Cardiologia dell’ospedale Garibaldi-Nesima, Michele Gulizia, si è distinta per la levatura professionale dei relatori e l’alta specializzazione nella trattazione delle patologie cardiovascolari, per i relativi ritrovati tecnologici e per le strategie terapeutiche.

Tra le tematiche affrontate durante il convegno, grande attenzione è stata dedicata alla gestione del paziente scompensato grazie all’uso dei markers sierici e dei biomarkers prognostici, ovvero delle sostanze che, se presenti nell’organismo in valori alterati possono costituire un campanello dall’allarme. Proprio per tale ragione i biomarcatori vengono sempre più costantemente adoperati nei Dipartimenti di Emergenza per la loro valenza sia diagnostica che prognostica in diverse condizioni cliniche, quali, ad esempio, l’infarto acuto del miocardio e lo scompenso cardiaco.

Contestualmente in altre sale si è delineato l’approccio infermieristico allo scompenso cardiaco e all’update in Elettrofisiologia e Cardiostimolazione, la prevenzione dello stroke nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare e gli ultimi risultati in ambito terapeutico, oltre alle più recenti novità tecnologiche al servizio della comunità clinica.

Nel pomeriggio, all’attenzione del numeroso pubblico presente, si sono susseguiti focus sui pazienti ipercolesterolemici ad alto rischio cardio-vascolare, sulla corretta gestione della terapia ormonale tiroidea nel paziente affetto da scompenso cardiaco e sulle patologie del cuore nel malato neoplastico. Inoltre, sono stati sviscerati i risvolti pediatrici in cardiologia e le risorse pratiche per il cardiologo clinico e il medico di medicina generale.

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Grande novità che apre nuovi orizzonti e concrete possibilità terapeutiche sono state suggerite al congresso con la presentazione delle tecniche di impianto e di utilizzo del defibrillatore sottocutaneo. “Questo dispositivo - spiega Gulizia, tra i primissimi al mondo ad effettuare un impianto e il primo in Sicilia – presenta tre principali innovazioni: una riduzione dello spessore del 20%, una longevità aumentata del 40% e la possibilità della gestione remota. A questo punto il defibrillatore è maturo per essere utilizzato in maniera più ampia per la prevenzione primaria della morte improvvisa”.

Anche la terza e ultima giornata di domani, lunedì 20 aprile, sarà caratterizzata da approfondimenti, letture e dibattiti scientifici sulla prevenzione, diagnosi e terapie delle patologie cardio-vascolari.

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Redazione NewSicilia



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