Medicina

Frequenza cardiaca

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11 ott 2016 - 06:30

Corrado-Tamburino

Si definisce frequenza cardiaca il numero di battiti del cuore in un minuto. La frequenza cardiaca a riposo può essere misurata palpando l’arteria radiale (al polso) oppure la carotide (sul collo), le arterie a decorso più superficiale: esercitando una leggera pressione con i polpastrelli di indice e medio si contano le pulsazioni per un minuto.

La frequenza cardiaca normale è compresa tra 60 e 100 battiti al minuto (bpm), con una media di circa 70 bpm. Un aumento al di sopra dei 100 bpm si definisce tachicardia, mentre se la frequenza scende al di sotto di 60 bpm si parla di bradicardia.

La frequenza varia a seconda dell’età, del grado di allenamento fisico e dell’attività che si sta svolgendo. L’ansia, l’eccitazione, un’emozione improvvisa e l’attività fisica determinano un aumento della frequenza dei battiti, invece durante il sonno è fisiologico un rallentamento del battito cardiaco fino a 40-50 bpm. Un numero di battiti al minuto inferiore a 60 non segnala necessariamente un problema. Una bassa frequenza cardiaca si riscontra frequentemente negli atleti e nei soggetti che praticano attività sportive intensivamente ed è secondaria ad un aumento del tono vagale: basti pensare che i ciclisti professionisti hanno una frequenza cardiaca anche di 30-35 bpm senza nessuna compromissione emodinamica. La bradicardia, in assenza di altre alterazioni elettrocardiografiche, è da considerarsi patologica solo in presenza di sintomi quali vertigini, astenia, lipotimie e sincopi, secondari ad un insufficiente apporto ematico.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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