Medicina

La frequenza cardiaca e l’attività sportiva

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25 ott 2016 - 06:32

Corrado-Tamburino

Per “Frequenza cardiaca” si intende il numero di volte che il cuore batte in un minuto: normalmente essa ha un valore pari a 60-70 battiti/minuto, ovvero in un minuto il cuore batte 60-70 volte. In condizioni di attività fisica la frequenza cardiaca aumenta, ma tale aumento deve essere tale da non far “scoppiare inutilmente il nostro cuore”! Al tal proposito per essere sicuri che l’esercizio fisico sia benefico, è importante controllare che la frequenza cardiaca resti nella fascia allenante e di sicurezza del cuore, ovvero tra il 60% e l’80% della frequenza cardiaca massima teorica.

La “Frequenza cardiaca massima teorica” si calcola con la formula 220 – età del soggetto per uomo e 200 – età del soggetto per la donna. Il valore così ottenuto viene utilizzato per il calcolo della frequenza cardiaca massima e minima (rispettivamente il 60% e l’80% della frequenza cardiaca massima teorica) che un soggetto deve raggiungere durante lo svolgimento di un’attività sportiva. Per esempio: un uomo di anni 30, avrà una frequenza cardiaca massima teorica pari a 190 bpm (220-30=90), con una frequenza minima (60%) di 114 bpm (190×60 diviso 100) e una frequenza massima (80%) di 152 bpm che rappresenta la soglia limite.

Pertanto, durante lo svolgimento di un’attività sportiva è importante mantenere una frequenza cardiaca ottimale, che generalmente non deve essere superiore all’80-75% della loro frequenza cardiaca ma ciò dipende anche dal grado di allenamento fisico del soggetto e dal tipo di esercizio fisico svolto.

con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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