Medicina

“Favorire la rottamazione degli anziani, over 75 anni”

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29 apr 2015 - 06:31

Questo è il titolo che da ieri è presente sulle varie testate della stampa inglese e non solo. Il Daily Mirror, tra i tabloid britannici a maggiore diffusione, dà credito al seguente messaggio che da qualche tempo il servizio sanitario britannico suggerirebbe a medici e infermieri: “se sei vecchio rinuncia alla rianimazione!”.

In realtà in Inghilterra è in corso la campagna elettorale politica, e il servizio sanitario pubblico come succede in tutti i paesi dove esiste, è un argomento ghiotto per confronti che nulla hanno a che fare con il bene dei cittadini, ma hanno solo l’effetto della visibilità dei candidati. In pratica cercando di incentivare la cosiddetta rottamazione, gli economisti spiegano che si otterrebbe un risparmio, visto che gli anziani sono affetti sempre più da patologie croniche e talvolta anche da più di una. Strano che la scienza in questo momento fa di tutto per allungare la vita.

Per il sottoscritto e per tutti i professionisti della salute, prendersi cura delle persone e specialmente delle più anziane, è un dovere etico, morale e deontologico. Gli economisti pensano all’ eutanasia (termine che significa buona morte) come possibile passaggio per risparmiare denaro, non occupandosi invece di incrementare la cultura della terapia del dolore e delle cure palliative.

È terribile dare agli anziani la sensazione di essere un peso per il sistema sanitario, un peso dal quale ci si voglia liberare accelerando la dipartita. Ma se in Gran Bretagna si discute di questo argomento, in Italia in questi giorni circola la notizia che a Lugo di Romagna qualcuno, senza chiedere il consenso informato (si fa per dire) neppure ai diretti interessati, ha provveduto a favorire la morte di anziani.

Ebbene, penso che una riflessione vada fatta e al più presto, perché sempre più questi argomenti sono trattati come notizie, mentre è necessario che la società si interroghi sulla questione, trovando le soluzioni adatte a combattere la sofferenza senza bisogno di spegnere la vita.

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Redazione NewSicilia



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