Il medico risponde

Farmaci d’estate e tempi della digestione

farmacia
9 ago 2015 - 06:31

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Nino Rizzo

È arrivata l’estate e quindi il caldo. Che consigli mi date per l’uso dei farmaci? (A.A.)

Estate significa appunto caldo, spesso torrido come in questi giorni ed i consigli per un corretto uso dei farmaci sono tanti e tutti molto importanti per la nostra salute.
Va innanzi tutto prestata la massima attenzione alla conservazione dei farmaci alla giusta temperatura. Senza entrare ovviamente nel particolare di alcuni farmaci che vanno rigorosamente conservati in frigorifero (come ad esempio le insuline) tutti i farmaci vanno conservati in ambiente fresco e ventilato, rispettando rigorosamente le indicazioni poste sulle confezioni. Da evitare assolutamente, come invece purtroppo viene fatto spesso per dimenticanza o per trascuratezza, la cattiva abitudine di tenere i farmaci in macchina. Con il caldo dell’estate, specie dalle nostre parti, si raggiungono temperature altissime che distruggono ed inattivano le specialità medicinali nella migliore delle ipotesi, in altri casi rendendole addirittura dannose per la nostra salute. Quindi massima attenzione a non dimenticare i nostri farmaci sotto il sole, magari dentro una borsa lasciata incautamente sotto i raggi solari. Grande attenzione va poi posta all’uso degli anti-ipertensivi: insieme al medico di famiglia la pressione arteriosa va attentamente monitorata e nel caso questa, come comunemente accade con le alte temperature, tenda ad abbassarsi i farmaci vanno progressivamente ridotti di dosaggio e nel caso anche sospesi, specie i diuretici. Attenzione anche all’uso di anti-infiammatori sia perché alcuni di essi fanno effetti fotosensibilizzanti esponendosi al sole, sia perché un uso di tali sostanze in un paziente già con una lieve insufficienza renale e che per il gran caldo si trovi in uno stato di parziale disidratazione può far precipitare una insufficienza renale acuta, evento assai pericoloso. Massima attenzione anche nell’uso degli antibiotici: evitiamo soprattutto i chinolonici che sono fotosensibilizzanti e che quindi, a seguito di esposizione solare, possono provocare anche ustioni rilevanti. Stesso effetto fotosensibilizzante possono avere i cortisonici sia per uso topico che sistemico e quindi evitare di esporsi al sole dopo il loro utilizzo. È buona norma generale comunque essere sempre ben idratati bevendo a sufficienza, anche se non si ha sete, come accade purtroppo nelle persone anziane.

Mi chiarite una volta per tutte quanto tempo si deve aspettare dopo aver mangiato per fare un bagno a mare? (F.I.)

La tortura di aspettare le canoniche due ore dopo aver mangiato prima di fare un tuffo a mare è una bufala, peraltro molto italiana visto che in altri paesi non è consueto parlarne e straparlarne come si fa da noi. Non esiste nessuna evidenza scientifica che prescriva ed imponga tale periodo di attesa. Ovviamente è sempre il buon senso che deve guidare i nostri comportamenti: evitare quindi prima pasti abbondanti e pesanti e soprattutto gli alcolici. Altra regola importante è che l’immersione in acqua sia graduale, specie se si è accaldati, per il rischio di una reazione vagale e quindi di una possibile sincope. Ed evitare anche vigorose ed impegnative nuotate con impegno fisico rilevante. Buon bagno!

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Redazione NewSicilia



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