Medicina

Ectasia ed aneurisma dell’aorta ascendente

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13 giu 2017 - 06:13

Ectasia ed aneurisma sono termini che indicano la dilatazione di un vaso: il primo si riferisce a dilatazioni lievi, mentre il secondo implica un’espansione del lume di circa 1,5-2 volte rispetto al normale diametro. L’aorta, la più grande arteria del corpo umano, origina dal ventricolo sinistro, si dirige inizialmente verso l’alto (aorta ascendente), poi compie un’ampia curva (arco aortico) e scende lungo torace e addome (aorta discendente).

La dilatazione dell’aorta ascendente è in genere asintomatica ed è spesso riscontrata occasionalmente in corso di esami di routine (es. ecocardiogramma o radiografia del torace). Tra le cause di dilatazione aneurismatica dell’aorta troviamo l’aterosclerosi, che colpisce soprattutto i soggetti ipertesi, fumatori, diabetici e dislipidemici; malattie genetiche quali la sindrome di Marfan, la sindrome di Loeys-Dietz, la sindrome di Turner e la sindrome di Ehlers-Danlos; patologie infiammatorie quali le arteriti; forme congenite.

La diagnosi viene effettuata mediante ecocardiogramma, TC o risonanza magnetica (RM). TC e RM permettono una valutazione più precisa delle dimensioni e dell’estensione dell’aneurisma, mentre l’ecocardiogramma fornisce informazioni sulla possibile coesistenza di insufficienza valvola aortica ed è un esame facilmente ripetibile poiché non espone il paziente a radiazioni.

La complicanza principale di un aneurisma dell’aorta è l’improvvisa rottura che può avere conseguenze fatali.

Quando è necessario intervenire? Lievi ectasie dell’aorta non devono destare preoccupazioni: in questi casi è necessario controllare i fattori di rischio (principalmente l’ipertensione arteriosa) ed effettuare un controllo ecocardiografico semestrale o annuale, per monitorare le dimensioni dell’aorta, l’insufficienza aortica e la funzionalità del ventricolo sinistro. L’intervento chirurgico è indicato nei casi associati ad insufficienza aortica severa e ad elevato rischio di rottura dell’aorta: in caso di aneurisma di dimensioni >5/5,5 cm (>4,5 cm in caso di sindrome di Marfan o altre patologie associate), con elevata velocità di crescita (>0,5 cm /anno) o sintomi quali dolore da compressione delle strutture adiacenti.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Corrado-Tamburino

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Redazione NewSicilia



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