Il medico risponde

Durata delle ricette e integratori

Integratore alimentare
12 lug 2015 - 06:31

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Nino Rizzo

Quale è la durata delle nuove ricette c.d. dematerializzate del SSN? (R.R.)

La durata delle ricette dematerializzate valide per il SSN relative alla prescrizione di indagini specialistiche è di 90 giorni compresa la data di prescrizione, mentre quella relativa alla ricette per la prescrizione di farmaci è di 30 giorni. Nel caso delle indagini specialistiche qualora la ricetta sia presa in carico da una struttura pubblica o accreditata, nel senso che sia predisposta una prenotazione, la ricetta vale anche oltre i 90 giorni nel caso la prestazione venga poi eseguita oltre tale lasso di tempo. Va ricordato che la ricetta per i farmaci vale anche fuori regione mentre quella per le prestazioni specialistiche vale solo nella regione di emissione.

Sono confuso riguardo al ruolo degli integratori nel trattamento di varie patologie. (T.S.)

Il settore degli integratori alimentari, come è più corretto definirli, è in grande crescita e sempre più queste sostanze vengono utilizzate nella gestione di alcune affezioni. La normativa al riguardo è regolamentata a livello europeo da una Direttiva CE del 2002, nata con lo scopo sia di assicurare un elevato livello di tutela della salute pubblica sia per garantire la libera circolazione di questi prodotti all’interno dell’Unione Europea. In Italia la Direttiva è stata recepita e attuata con un Decreto Legislativo del 2004 che definisce gli integratori quali “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costutuiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive quali vitamine e minerali o altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate (capsule, pastiglie, polveri in bustina, gocce)”. L’integratore quindi garantisce sicurezza di uso e funzioni e modalità di uso, legittimate da validi presupposti scientifici. L’integratore quindi è un alimento e non un farmaco: non può quindi risultare tossico ai dosaggi di consumo usuale. Ma l’integratore non può essere indicato in nessuna patologia, sia in ambito di cura che di prevenzione e quindi i foglietti illustrativi (laddove presenti perché non sono obbligatori) non possono contenere indicazioni terapeutiche, cioè malattie per le quali è possibile utilizzarlo. Il farmaco esplica quindi attività terapeutica, l’integratore integra eventuali micronutrienti che manchino nella dieta e la sua assunzione può aiutare a guarire ma solo in via indiretta. Il consiglio comunque è sempre quello di evitare il fai da te e di assumere queste sostanze sempre e solo dietro parere del medico.

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Redazione NewSicilia



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