Medicina

Il doppler dei vasi del collo come test di screening cardiovascolare

vasccc
29 nov 2016 - 07:02

Corrado-Tamburino

Il Doppler dei vasi del collo è un esame strumentale non invasivo che consente tramite l’emissione di ultrasuoni e sfruttando il fenomeno fisico del doppler, di visualizzare i vasi arteriosi del collo che conducono il sangue al cervello. In particolare, esso permette di valutare la morfologia dei vasi sanguigni, la loro pervietà, ovvero la presenza di restringimenti o occlusioni causati dalla formazione delle placche ateromasiche, la velocità del flusso sanguigno in quel punto e soprattutto la percentuale di restringimento.

Per esempio, nel caso in cui è presente un restringimento dell’arteria carotide di destra, ciò vuol dire che tramite essa affluisce all’emisfero cerebrale destro una quota di sangue minore! Se l’apporto ematico si interrompe del tutto per occlusione completa del vaso o per rottura della placca ateromasica con migrazione di un frammento chiamato embolo a livello dei piccoli vasi cerebrali, subentra il quadro di ictus ischemico. Inoltre nella pratica clinica è evidente la correlazione tra patologia ateromasica localizzata a livello dei vasi del collo e quella localizzata a livello dei vasi del cuore: ovvero, spesso i pazienti con placche ateromasiche nei vasi del collo presentano placche ateromasiche nei vasi del cuore con associati quadri di cardiopatia ischemica, spesso misconosciuta.

Pertanto, tale indagine strumentale è importante non solo nella prevenzione di patologie cerebrovascolari (ictus ischemico), ma anche nell’ambito in generale delle malattie cardiovascolari: per tale motivo, è consigliabile eseguire il doppler dei vasi del collo come screening cardiovascolare in tutti i pazienti di età superiore ai 40 anni o anche più giovani con fattori di rischio cardiovascolari come l’ipertensione, il diabete, la dislipidemia, il sovrappeso e il fumo di sigaretta, ancor più perché è un esame innocuo e non invasivo.

Ricordate il detto, prevenire è meglio che curare!

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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