Medicina

Diffuso disagio dei medici di famiglia, sia giovani sia anziani

maxresdefault
18 feb 2016 - 06:56

Domenico Grimaldi

Diffuso è il disagio manifestato dai medici di famiglia, a prescindere dalla loro età. Non vi è infatti una evidenziabile differenza fra i colleghi ormai vicini al pensionamento rispetto a quelli in piena maturità professionale o ancora in fase di formazione specifica. Fra i vari sentimenti colti sembra predominare più diffusamente la sfiducia, la stanchezza, l’insicurezza, la insofferenza ed a volte la rabbia, comunque variamente rappresentata.

Sembra quasi che l’appartenenza, l’orgoglio e l’entusiasmo di essere primo riferimento delle persone sofferenti siano scomparsi fra i medici di famiglia. Il malessere evidente e diffuso in ogni contesto, non riguarda tuttavia la sola medicina generale italiana, ma sembra essere una crisi di vocazione comune in Europa. Di sicuro la medicina specialistica oggi sembra essere preferita sia perché ritenuta meno impegnativa sul piano professionale che più remunerativa della medicina generale anche perchè, pur essendo da tutti ritenuto centrale, il medico di famiglia in realtà ai nostri tempi si trova in crisi sia sul piano della soddisfazione professionale che dei risultati economici. Risulta difficile infatti riuscire a mettere in pratica la conoscenza e l’abilità professionale acquisita nel tempo dai medici di famiglia principalmente per il cambiamento del contesto sociale ed economico, ma anche per il sempre più crescente peso delle regole burocratiche da rispettare quotidianamente, sempre più stringenti, con forte tentativo di emarginazione di sistema e delusione di una intera classe di professionisti con ruolo centrale nel servizio sanitario pubblico.

Ogni insufficienza del servizio sanitario pubblico, ovunque allocata, viene impropriamente attribuita al medico di famiglia, cui si limita sempre di più l’autonomia, non considerando che quella esperienza professionale acquisita negli anni sul campo, non solo è unica ma ancora oggi la più gradita dalla gente, non facilmente sostituibile, di sicuro la base del sistema sanitario pubblico. Non gioca a favore la disconnessione del mondo ospedaliero dalle attività territoriali o il mancato interesse culturale del mondo accademico che per anni non ha tenuto in alcun conto la professione del medico di famiglia, solo da qualche anno finalmente inserita nel curriculum dei laureati in medicina e chirurgia. Questo trascurare e sottovalutare la medicina generale e territoriale, da sempre ha determinato una vera sottovalutazione di un modo di essere professionisti di prossimità, in verità unico e specifico.

Nonostante gli sforzi ed i sicuramente positivi risultati ottenuti dalla medicina generale nel servizio sanitario pubblico, non si è ancora centrato l’obiettivo di dare piena autonomia e valore alla professione del medico di medicina generale. Si dovrà allora, a questo punto, mettere in campo un radicale cambiamento organizzativo, indispensabile per conservare il servizio pubblico, migliorandone la efficacia ed efficienza con costi sostenibili, come solo la medicina di famiglia può fare, evitando la implosione del sistema causa una non più economicamente sostenibile medicina delle specialità in ogni luogo.

La medicina specialistica iper tecnologica ha quindi ormai superato ogni possibile sostenibilità economica, con spreco di risorse, altrimenti meglio utilizzabili, per non dire della reale utilità, qualità e sicurezza delle cure. Essere assistiti non è solo avere interventi sanitari in acuto, ma anche occuparsi della qualità della vita delle persone, essere presi in cura in maniera continua, specie per le malattie croniche ormai predominanti per il prolungamento della vita. Tale tipologia di assistenza può essere in qualità e sicurezza solo dall’assistenza primaria, laddove vive la gente, dove iniziano malattie e disagi sociali.

I medici di famiglia hanno come punti di forza il rapporto di fiducia e la relazione con la persona malata, l’approccio olistico, il metodo clinico peculiare per affrontare i problemi della gente e la capillare distribuzione territoriale. Veramente alto, come è noto, è il gradimento delle persone per il loro medico di famiglia, unico in grado al momento di avere la flessibilità e l’autonomia indispensabile, anche se ormai ridotta rispetto al passato, per supportare le sofferenze fisiche e psichiche dell’uomo. 

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA