Medicina

La dieta mediterranea: ruolo nella prevenzione cardiovascolare

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26 gen 2016 - 06:45

Corrado-Tamburino

Le malattie cardiovascolari sono un gruppo di patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, che rappresentano la più frequente causa di morbilità e mortalità nel nostro Paese. Esse riconoscono un’eziologia multifattoriale, cioè più fattori di rischio contribuiscono contemporaneamente allo sviluppo di patologie cardiovascolari: alcuni fattori di rischio sono non modificabili come l’età, il sesso e la familiarità, altri sono modificabili come la pressione arteriosa, il diabete, l’abitudine al fumo di sigaretta, la colesterolemia e l’obesità. Ruolo non meno marginale è rappresentato dalla dieta, più volte chiamata in causa nella correlazione con l’obesità e il diabete. Pertanto, è possibile ridurre il rischio cardiovascolare o mantenerlo a livello favorevole abbassando il livello dei fattori modificabili attraverso uno stile di vita sano.

In particolare, la Dieta Mediterranea è stata ampiamente riconosciuta come un modello del “mangiare sano” per il suo contributo sullo stato di salute e su una migliore qualità della vita. Proprio per questo si potrebbe parlare di Dieta Mediterranea come “Amica del cuore”: un limitato consumo di sodio (non più di 5 g al giorno) associato ad un’alimentazione ricca in acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), polinsaturi omega-3 (pesce, frutta secca), fibre e proteine vegetali (legumi, verdure, frutta) aiutano a contrastare la pressione arteriosa alta e l’aumento del colesterolo nel sangue.

L’elemento cardine dello schema alimentare Mediterraneo rimane in ogni modo l’olio di oliva, come unica fonte di grassi. L’olio di oliva è composto principalmente da acidi grassi monoinsaturi (soprattutto l’acido oleico) e da una certa percentuale di acidi grassi polinsaturi, come lo stearico ed il palmitico. Questi acidi svolgono un’azione benefica sull’assetto lipidico riducendo il colesterolo LDL e aumentando, anche se lievemente, il colesterolo HDL. La causa principale delle malattie cardiovascolari è infatti rappresentata dall’aterosclerosi, condizione morbosa caratterizzata da un accumulo del cosiddetto “colesterolo cattivo” LDL nella parete dei vasi sanguigni, con conseguente formazione di placche ateromasiche e ostacolo al normale flusso sanguigno.

Un incremento della qualità della nostra dieta può contrastare tali processi fisiopatologici ed aiutare a prevenire gli eventi cardiovascolari o quanto meno rallentare l’evoluzione di quelli già instaurati. La parola d’ordine è pertanto “Prevenzione”, ovvero l’eliminazione di tutti quei fattori di rischio modificabili: nel 2000, trentatré anni dopo il primo trapianto di cuore, il chirurgo sudafricano Christian Barnard pubblicò un libro con scritto in copertina “Se mi fossi occupato prima di prevenzione, invece di salvare la vita a 150 persone avrei potuto salvare 150 milioni di vite”.

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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