Medicina

Il defibrillatore impiantabile: cos’è e quando si utilizza

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24 mag 2016 - 06:31

Corrado-Tamburino

Il defibrillatore automatico impiantabile (detto anche ICD -implantable cardioverter-defibrillator) è un piccolo dispositivo che monitora costantemente tutti i battiti del cuore ed interviene quando rileva un’aritmia maligna. È costituito da un device che viene alloggiato in sede sottocutanea nella regione subclaveare del torace, generalmente a sinistra, collegato ad uno o due “fili elettrici”, denominati elettrocateteri, che si posizionano nel cuore per via transvenosa.

L’ICD è in grado di distinguere un’accelerazione fisiologica del battito dovuta ad attività fisica o stress da una vera e propria aritmia cardiaca potenzialmente mortale come la fibrillazione ventricolare. In presenza di tachiaritmia può intervenire con diverse modalità: agisce prima mediante una stimolazione con una serie di impulsi a frequenze elevate (anti-tachi pacing) che interrompono la tachiaritmia in modo atraumatico per il paziente. Nel caso in cui la stimolazione ad alta frequenza non abbia effetto, l’ICD eroga una scarica elettrica ad alta energia (DC shock) che interrompe l’aritmia e salva la vita al paziente. Spesso si ha perdita di coscienza durante queste aritmie per cui il paziente non sente la scarica, che altrimenti viene avvertita come un dolore di breve durata simile ad un pugno al petto. L’ICD è inoltre in grado di intervenire stimolando il cuore in caso di bradicardia, come un pacemaker.

L’impianto di un ICD è indicato in prevenzione secondaria in caso di arresto cardiaco resuscitato dovuto a fibrillazione o tachicardia ventricolare non dovute a cause reversibili; in prevenzione primaria in paziente con cardiomiopatia dilatativa post-ischemica o idiopatia con frazione d’eiezione ≤ al 30%; in caso di condizioni cliniche quali sindrome di Brugada, sindrome del QT lungo, displasia aritmogena del ventricolare destro e cardiomiopatia ipertrofica con fattori di rischio per morte improvvisa.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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