Il medico risponde

Creme per l’amore e incubo alitosi

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20 set 2015 - 06:53

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Nino Rizzo

Da qualche settimana sento parlare di una miracolosa “crema dell’amore” per curare disturbi della disfunzione erettile. Di cosa si tratta? (M.M.)

È vero, è arrivata in Italia la crema dell’amore che altro non è che un prodotto a base di alprostadil (una forma sintetica della prostaglandina E1 ad azione vasodilatatrice) che viene utilizzato per il trattamento della disfunzione erettile. A differenza di tutti gli altri prodotti finora utilizzati per il trattamento di questa affezione che si prendono oralmente, questa sostanza si utilizzerà topicamente. La crema si trova in applicatori monouso che vanno conservati in frigorifero ma possono essere tenuti a temperatura ambiente inferiore ai 25° fino a tre giorni senza che il prodotto venga alterato. Non va utilizzato più di 2-3 volte a settimana e non più di una volta nell’arco delle 24 ore. L’effetto compare 5-30 minuti dopo la somministrazione e la durata è di circa 1-2 ore anche se varia da paziente a paziente. La crema va applicata posizionando la punta del contenitore sopra l’apertura del pene: la procedura deve essere lenta (5-10 secondi) e senza introdurre la punta del contenitore dentro l’uretra. Modesti e poco frequenti gli effetti collaterali e tutti locali: dolore lieve, bruciore, arrossamento, prurito. Nella partner il prodotto raramente può causare lieve bruciore o prurito vaginale. Modestissimi e rari gli effetti collaterali sistemici: vertigini, ipotensione, aritmie. Il prodotto non va utilizzato in caso di anemia falciforme, trombocitemia, policitemia, mieloma multiplo, leucemia, se il pene è di forma anormale, se si ha una infiammazione o infezione al pene. Ovviamente il prodotto va utilizzato sempre sotto stretto controllo medico.

Soffro di alitosi. È il mio incubo! (R.A.)

L’alitosi, sinonimo di alito cattivo, è una condizione caratterizzata dall’emissione di odori sgradevoli attraverso l’atto respiratorio. Le cause sono numerose e vanno dalla banale ingestione di alimenti particolari, come l’aglio e la cipolla, a vere e proprie patologie. Più spesso, però, l’alitosi riflette un problema locale: denti cariati o affetti da piorrea, così come una cattiva igiene orale. Questo sgradevole sintomo è causato dal ristagno interdentale di residui alimentari degradati dai batteri della placca; un dente cariato, ad esempio, può trasformarsi in un piccolo serbatoio di detriti alimentari, che come tutte le sostanze organiche in via di decomposizione producono cattivi odori. Fortunatamente, la saliva ed i sorsi d’acqua contribuiscono a ripulire i denti ed il cavo orale, allontanando sia i residui alimentari che i batteri. Il riposo notturno diminuisce il flusso salivare e ciò spiega, almeno in parte, come mai l’alito cattivo sia particolarmente comune al risveglio e nei fumatori (il fumo, oltre a contenere sostanze che conferiscono all’alito un odore sgradevole, favorisce la secchezza delle fauci). Per prevenire e combattere l’alitosi un’accurata igiene orale è essenziale; solo la scrupolosa pulizia dei denti con spazzolino, filo interdentale ed abbondanti risciacqui (eventualmente aromatizzati), assicura una profonda rimozione dei residui alimentari, allontanando l’alito cattivo. Questo concetto dovrebbe essere ben chiaro alle molte persone che attribuiscono la propria alitosi a problemi gastrici (acidità di stomaco, digestioni difficili ecc.), senza sapere che questi disturbi hanno in realtà un ruolo marginale o addirittura nullo. L’alitosi tipica delle infezioni rino-faringee (riniti, sinusiti, faringiti) e di alcune malattie polmonari (bronchiectasia, ascesso polmonare) è dovuta alla presenza di materiale mucopurulento e necrotico. L’alito cattivo può essere anche espressione di una patologia epatica avanzata, ed in questo caso assume un odore simile al pesce (alitosi ammoniacale), o di insufficienza renale (quando ricorda quello dell’urina); più gradevoli sono le esalazioni fruttate della chetoacidosi diabetica. Anche l’assunzione di alcuni farmaci, come certi antibiotici, può conferire all’alito un odore poco piacevole. In presenza di alitosi è importante recarsi dal dentista per escludere stati malsani della cavità orale ed eventualmente porvi rimedio. In assenza di condizioni patologiche a carattere locale, sarà lo stesso dentista a consigliare una serie di rimedi per combattere l’alitosi. Il primo, già ricordato, riguarda il rispetto di semplici norme igieniche: carie ed igiene orale; in secondo luogo, potrà consigliare preparati per risciacqui e gargarismi ad azione antisettica e coprente (tra i più utilizzati troviamo quelli a base di menta e mentolo, prezzemolo, finocchio, rosmarino, coriandolo ed eucalipto).

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Redazione NewSicilia



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