Medicina

Che cos’è la Coronarografia?

Herzkatheterlabor_modern
21 giu 2016 - 06:52

Corrado-Tamburino

La Coronarografia o Angiografia coronarica è una metodica diagnostica che permette di visualizzare l’interno delle arterie coronarie, cioè quei tubicini che distribuiscono il sangue al muscolo cardiaco. Essa può essere realizzata mediante due tipi di accesso vascolare, ovvero dal braccio attraverso l’arteria radiale o dall’inguine attraverso l’arteria femorale. Mediante tali accessi vascolari vengono introdotte delle piccole sonde di materiale plastico che raggiungono i vasi del cuore attraverso le quali viene somministrato mezzo di contrasto radiopaco e, con adeguata strumentazione radiologica, si fotografa il tragitto di questo liquido che disegna con precisione il contorno dei vasi.

Le cosiddette “immagini angiografiche” prodotte permettono l’eventuale identificazione di restringimenti determinati dalla formazione di ateroma o placca aterosclerotica chiamati “stenosi coronariche”, e in base all’entità di esse e alla caratterizzazione del quadro clinico si decide se ricorrere o meno ad un intervento di angioplastica percutanea.

Durante l’esame il paziente rimane disteso sul lettino operatorio ed è importantissimo che mantenga una posizione supina senza muoversi e senza mettere le mani sopra il telo sterile che lo ricopre. Generalmente si preferisce ricorrere ad un approccio di tipo radiale perché considerato meno invalidante per il paziente: terminato l’esame, a livello del polso viene collocato un braccialetto gonfiabile con aria (TR-band) che verrà desufflato nel giro di 6-7 ore. Pertanto al termine dell’esame coronarografico per via radiale, i pazienti possono alzarsi dal lettino operatorio in modo assolutamente autonomo!

Nel caso dell’approccio per via femorale, invece, l’emostasi a livello della sede di puntura può essere realizzata o manualmente comprimendo l’arteria per almeno circa 30 minuti, o mediante un dispositivo chiamato FemoSeal che, attraverso l’introduzione con una siringa di due dischi (di cui uno sigillante all’interno dell’arteria e uno di bloccaggio all’esterno del vaso), permette di chiudere l’arteriotomia. Pertanto il paziente sottoposto a coronarografia per via femorale, è necessario che rispetti l’immobilità per almeno circa 6 ore per maggior rischio di sanguinamento a livello della sede di puntura.

La Coronarografia è ormai un esame di routine e di semplice esecuzione, tuttavia non scevro da complicanze. Esse possono essere lievi e comuni come per esempio nausea, vomito, reazioni allergiche cutanee, formazioni di ematomi nella sede di puntura (che generalmente si risolvono spontaneamente), o gravi, più rare, come reazione anafilattica al mezzo di contrasto iniettato, ictus cerebrale, embolizzazione nelle arterie periferiche e decesso. Ricordate che in ogni caso se è stata data adeguata indicazione a studio coronarografico, il beneficio derivante dalla conoscenza dell’anatomia del proprio albero vascolare coronarico è superiore al rischio della procedura!

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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