Medicina

Come combattere il colesterolo alto

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16 feb 2016 - 06:42

Corrado-Tamburino

Il colesterolo è generalmente considerato in termini negativi ma non dobbiamo dimenticare che svolge importanti funzioni fisiologiche: è un componente essenziale delle membrane cellulari e precursore di acidi biliari, vitamina D ed ormoni steroidei. È quindi necessario mantenere il giusto equilibrio: il colesterolo diventa dannoso quando supera una certa concentrazione e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche che determinano patologie cardiovascolari.

La colesterolemia totale dovrebbe mantenersi al di sotto di 200 mg/dl, ma è di fondamentale importanza fare una distinzione tra LDL e HDL, le lipoproteine responsabili del trasporto del colesterolo nel sangue: le LDL trasferiscono il colesterolo dal fegato ai tessuti e rappresentano il cosiddetto “colesterolo cattivo” per la salute; le HDL trasportano il colesterolo dai tessuti periferici al fegato configurando il “colesterolo buono, spazzino delle arterie” che svolge quindi una funzione protettiva. Il rischio cardiovascolare è tanto minore quanto più alto è il livello di colesterolo HDL e quanto più basso quello di colesterolo LDL.

Nei soggetti a rischio di malattie cardiovascolari il valore ottimale di colesterolo LDL è inferiore a 70 mg/dl.

Come si può combattere il colesterolo alto? Per prima cosa è necessario modificare lo stile di vita aderendo ad un regime alimentare adeguato, come quello rappresentato dalla dieta mediterranea. In particolare gli alimenti da evitare o da ridurre sono carni (manzo, agnello, interiora), insaccati, latticini (latte intero, burro, panna, formaggi), grassi di origine animale (lardo, strutto, margarina) olio di palma e cocco, tuorlo d’uovo, cibi fritti. Via libera invece a cereali, preferibilmente integrali, legumi, frutta e verdura, pesce, yogurt magro, latte scremato, oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l’olio extravergine di oliva. A tutto questo è consigliabile associare una regolare attività fisica aerobica, che è in grado di aumentare la concentrazione delle HDL. L’assunzione giornaliera di 2 g/die di fitosteroli, o steroli vegetali, può contribuire alla riduzione delle LDL. L’eventuale insuccesso della dieta impone il ricorso a farmaci ipolipemizzanti.

Ricordiamo che la terapia farmacologica non deve tuttavia sostituirsi ma associarsi ad uno stile di vita sano e ad una dieta equilibrata, in modo da agire in maniera sinergica ed ottenere maggiori benefici.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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