Medicina

Cisti del Bartolini: in crescita le infiammazioni nelle giovani donne

Immagine
26 feb 2016 - 06:33

Giuseppe_Ettore

Le cisti delle ghiandole di Bartolini interessano due piccole ghiandole localizzate ai lati dell’introito vaginale. Queste due ghiandole producono muco deputato a lubrificare i tessuti vaginali durante i rapporti sessuali. Talvolta i canali da cui fuoriesce il liquido prodotto dalle ghiandole si ostruiscono creando la formazione di cisti.

Le cisti di Bartolini interessano circa il 2% delle donne, generalmente nella fascia di età in cui sono sessualmente attive (a partire da 20-30 anni). Le cisti si formano quando il liquido prodotto dalle ghiandole non riesce a defluire normalmente, ma è bloccato da ostruzioni nei canali delle ghiandole. Questo può accadere per uno sviluppo congenitamente anomalo dei tessuti oppure per un’infezione in corso. L’età delle pazienti in cui insorge la bartolinite si sta abbassando sempre più; spesso si ricorre allo specialista quando i sintomi sono già palesi, cioè quando notano una formazione rotondeggiante, come una nocciolina, sorta all’improvviso che le ostacola non solo nel camminare speditamente, ma anche nello stare sedute, per non parlare del fastidio durante i rapporti sessuali.

È necessario porre maggiore attenzione quando c’è l’infezione in atto della ghiandola di Bartolini, dovuta a comuni germi piogeni o del gonococco (agente della blenorragia), che si manifesta con una tumefazione del terzo inferiore del grande labbro, associata a dolore vivo, arrossamento e tensione della cute sovrastante: tale tumefazione può accrescere fino a raggiungere le dimensioni di una noce.

Senza dubbio il numero crescente di rapporti sessuali fra le adolescenti, più l’uso eccessivo di indumenti intimi colorati, di leggins e jeans super attillati che provocano sfregamento, unito a troppa attività fisica in bicicletta o in cyclette, rientrano fra i fattori scatenanti.

È necessario distinguere l’ascesso dalla cisti della ghiandola di Bartolini. Quest’ultima, il più delle volte asintomatica, può presentarsi anche senza secrezioni (solitamente, di colore giallastro); l’ascesso, invece, è quasi sempre accompagnato da pus e molto dolore. Se l’infiammazione della ghiandola di Bartolini si ripresenta due o tre volte nel corso di un anno, bisogna necessariamente intervenire con la cosiddetta marsupializzazione. Mai ricorrere a terapia antibiotica quando la paziente non presenta né eritema né indurimento. Se è evidente una condizione occludente, che non permette la corretta traspirazione cutanea – come, per esempio, l’utilizzo di biancheria sintetica e colorata o di salvaslip per l’intero arco della giornata – è stato dimostrato un aumento della temperatura superficiale. È importante seguire una corretta igiene intima, avere rapporti sessuali protetti, consultare il medico quando si notano noduli e infiammazioni nell’area genitale.

La prevenzione di complicazioni che interessano le cisti di Bartolini si esegue con bagni in acqua calda più volte al giorno immergendosi fino alle pelvi. La diagnosi prevede una visita medica specialistica. Il ginecologo può accertare già soltanto con l’esame obiettivo la presenza delle cisti di Bartolini. Generalmente le cisti di Bartolini non hanno bisogno di trattamento, quando sono di modeste dimensioni, non creano fastidio e non sono oggetto di infezioni.

Se invece la cisti diventa sintomatica o si trasforma in ascesso, il trattamento include: • Antibiotici, in presenza di un’infezione. • Antinfiammatori per alleviare il dolore. • Drenaggio chirurgico, una procedura che si effettua in anestesia locale. La cisti ascessualizzata viene incisa con un bisturi in modo da favorire la fuoriuscita del pus. • Asportazione chirurgica della cisti. • Marsupializzazione della cisti: la cisti viene incisa e le sua pareti vengono esteriorizzate in modo che il liquido non possa ristagnare all’interno.

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA