Medicina

Chlamydia

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31 lug 2015 - 06:45

Giuseppe_Ettore

Con più di 385.000 casi notificati nel 2012, chlamydia è la più frequente malattia sessualmente trasmessa in Europa, ad un tasso di 184 casi per 100.000 abitanti. Due terzi di tutte le infezioni da chlamydia sono diagnosticati in giovani tra i 15 e i 24 anni di età, con il 65% di tutte le diagnosi in giovani donne.

Chlamydia è l’unica riportata più frequentemente nelle donne rispetto agli uomini, con un tasso di 211 casi per 100.000 abitanti nelle donne e 153 negli uomini. Questo dato è però influenzato dal fatto che le donne sono generalmente più testate e controllate degli uomini. Al fine di controllare il peso della malattia causata dall’infezione da Chlamydia trachomatis in Europa, dovrebbero organizzarsi programmi mirati di controllo per raggiungere le popolazioni più a rischio, vale a dire gli adolescenti e i giovani adulti.

I programmi di controllo sono fondamentali per il rilevamento e il trattamento di tutti gli individui infetti e dei loro partner sessuali. Gli esiti negativi che queste infezioni possono avere sull’apparato genitale spesso non si evidenziano immediatamente. Riguardo alla Chlamydia, per esempio, sappiamo che il 75% delle donne e il 50% degli uomini che la contraggono non presentano nessun disturbo, in pratica queste persone infette non si accorgono assolutamente di esserlo e questo porta ad un duplice effetto: in primo luogo, non sapendo di essere ammalati non si curano con le terapie efficaci; in secondo luogo possono a loro volta trasmettere questi germi ad altri partner.

Quando l’infezione è invece sintomatica, i disturbi possono essere molto variabili; nella donna possiamo avere perdite vaginali, bruciori alla minzione, dolori pelvici a seconda della gravità del quadro clinico mentre nell’uomo la sintomatologia spesso è molto sfumata e si limita a bruciori alla minzione.

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Redazione NewSicilia



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