Tabacco

Catania, il prof. Polosa: “Nuoce solo ai fumatori guerra contro e-cig”

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24 ott 2014 - 14:49

CATANIA - “L’iniziativa della Philip Morris potrebbe segnare un punto di svolta nell’atteggiamento delle istituzioni verso l’intero settore dei prodotti a basso rischio per smettere di fumare, incluse le sigarette elettroniche – ha commentato il prof. Riccardo Polosa, professore di Medicina Interna all’Università di Catania. – “Da scienziato e medico, il mio compito non è fare dietrologia ma promuovere ricerca e salute. Ben vengano dunque le innovazioni, purché scientificamente valide”.

La dichiarazione del prof. Polosa fa seguito alla lettera aperta inviata a Renzi dai presidenti dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e della Fondazione “Insieme Contro il Cancro”, Stefano Cascinu e Francesco Cognetti, in seguito alla sua visita ai futuri stabilimenti della Philip Morris di Zola Predosa (BO).

Gli oncologi hanno preso posizione accusandolo tra le righe di aver sottovalutato i gravi danni alla salute che il tabacco comporta tra tumori e malattie cardiovascolari.

La nuova fabbrica della Philip Morris in Italia, però, non produrrà sigarette convenzionali, ma un nuovo dispositivo a metà tra una sigaretta elettronica e una classica a base di tabacco. Si chiama Heat no Burn, assomiglia a una sigaretta convenzionale ma non si accende, non vi è combustione, piuttosto tabacco riscaldato, e gli studi condotti dalla PMI assicurano danni alla salute notevolmente ridotti.

“Commento fuori luogo” ecco come il prof. Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Tumori di Aviano, apostrofa la lettera degli oncologi dell’AIOM. “Non solo confondono la heat no burn con la sigaretta elettronica, ma tutte quelle parole spese sulle loro seppur notevoli attività in tema di sensibilizzazione antifumo, sembrano più un pretesto per farsi pubblicità che un vero appello al Presidente del Consiglio”.

A proposito di sigarette elettroniche, recentemente gli esperti Umberto Veronesi e Carlo Cipolla dello IEO, insieme a Riccardo Polosa e a Umberto Tirelli, avevano sottolineato, in una lettera a Roberta Pacifici dell’Istituto Superiore di Sanità, che la guerra alle e-cig che è in atto nel nostro Paese nuoce solo ai fumatori.

“Se per ipotesi tutti i fumatori di sigarette tradizionali passassero alla sigaretta elettronica si avrebbe a breve una riduzione drastica delle morti fumo correlate, che contano ben 2 milioni di persone all’anno nel mondo soltanto per il tumore del polmone, di cui 40 mila in Italia” ricorda Veronesi a margine di un intervento sulle sigarette elettroniche.

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Redazione NewSicilia



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