Il medico risponde

Casi in cui non è opportuno vaccinarsi

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30 ott 2016 - 06:07

Se hai un quesito medico, invia la tua domanda a ilmedicorisponde@newsicilia.it e torna a visitare il nostro giornale Domenica mattina!

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Sento spesso e giustamente parlare della necessità di vaccinarsi per l’influenza. Non ravviso però un’adeguata informazione su chi non deve o non può fare questa vaccinazione per patologie o altre situazioni contingenti. Desidererei avere le idee un po’ più chiare al riguardo (r.d.)

La sua domanda è molto interessante. Esistono in effetti delle controindicazioni assolute alla vaccinazione anti-influenzale che devono essere conosciute. Il vaccino anti-influenzale non va somministrato infatti a: • Lattanti al di sotto dei sei mesi, per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce di età. Comunque la vaccinazione della mamma e degli altri familiari a stretto contatto è una possibile e valida alternativa per una protezione indiretta del lattante. • Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino. • Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre; la vaccinazione va rimandata a guarigione avvenuta. • Anamnesi positiva per la sindrome di Guillan Barrè insorta entro sei settimane da una precedente vaccinazione anti-influenzale. Sono invece false controindicazioni alla somministrazione del vaccino anti-influenzale, nel senso che è sempre possibile vaccinarsi in caso di: • Allergia alle proteine dell’uovo con manifestazioni non anafilattiche • Malattie acute di lieve entità • Allattamento • Infezione da HIV ed altre immunodeficienze congenite o acquisite Un discorso a parte meritano le malattie autoimmuni. Queste sono patologie quanto mai varie e numerose, molto diverse tra loro per origine e decorso ed è bene che venga fatta una attenta valutazione caso per caso, da parte dello specialista di riferimento. Anche in questo caso si può ricorrere a profilassi alternative quali la vaccinazione dei contatti familiari oltre all’uso di farmaci antivirali. Nel caso di terapie immunosoppressive in atto, sempre se lo specialista lo ritenga opportuno, il vaccino è comunque sicuro non contenendo virus vivi né attenuati ma solo antigeni di superfice.

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Redazione NewSicilia



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