Medicina

Cardiopatia ischemica e medicina generale

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25 ago 2016 - 06:17

Domenico Grimaldi

La cardiopatia ischemica, di solito gestita in maniera integrata con lo specialista, è una delle condizioni morbose più importanti da prevenire e da prendere in carico per il medico di famiglia. Tanti sono i quadri clinici con cui può presentarsi, dall’angina instabile e stabile, all’infarto del miocardio, a quello trans murale, per non considerare i casi che esordiscono con aritmie, scompenso cardiaco, morte improvvisa.

La cardiopatia ischemica può essere inattesa con esordio clinico rappresentato da morte improvvisa o con esordio talmente grave da mettere in pericolo la vita di un soggetto in apparenza normale. Tante altre volte si presenta come evento prevedibile in considerazione dell’elevato rischio cardiovascolare già noto. Molte persone hanno con il tempo una evoluzione relativamente stabile tanto da consentire una autonoma gestione da parte del medico di famiglia. La malattia cardiaca ischemica può evolvere verso lo scompenso cardiaco determinando anche quadri acuti instabili che necessitano di interventi intensivi con necessità nel tempo di rivalutare i rischi.

Il medico di famiglia deve avere in ogni caso consapevolezza e conoscenza della condizione clinica del suo malato stabilendo col malato ischemico un rapporto di condivisione ricordando che lo stile di vita ha molta influenza sul decorso della sua condizione di malato.

La cardiopatia ischemica rappresenta la causa principale di morte nei paesi economicamente sviluppati. Dall’età adulta in poi si deve avere attenzione in particolare nei soggetti con fattori di rischio quali diabete mellito tipo 2, ipercolesterolemia familiare, anomalie coronariche.

Redazione NewSicilia



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