Medicina

Autocontrollo del diabete

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21 set 2015 - 06:27

Massimo Buscema

Il diabete è una malattia cronica con cui bisogna imparare a convivere, per tale motivo è necessario conoscerne bene l’andamento durante la giornata. Dagli anni 80 sono disponibili degli strumenti (glucometri) che misurano estemporaneamente la glicemia, la precisione e l’affidabilità dei glucometri è andata migliorando nel corso degli anni, quelli di ultima generazione usano una piccolissima quantità di sangue capillare e danno il valore della glicemia in pochi secondi.

L’obiettivo principale della terapia del diabete è quello di mantenere i livelli glicemici il più possibile all’interno dell’intervallo di normalità nell’arco della giornata.
L’autocontrollo è una pratica fondamentale per:
- conseguire un adeguato compenso glicemico
- prevenire o rallentare l’insorgenza di complicanze acute (cheto acidosi e ipoglicemia)
- prevenire o rallentare l’insorgenza di complicanze croniche (retinopatia, nefropatia, micro e macroangiopatia).

Il paziente redige un diario registrando i valori glicemici registrati durante la giornata, tali valori servono al paziente stesso per conoscere l’andamento della sua glicemia durante la giornata e devono essere visionati dal medico diabetologo di riferimento che apporterà le opportune modifiche terapeutiche. Poter valutare l’andamento della glicemia nelle condizioni abituali di vita quotidiana è molto importante, anche se per avere una valenza nel migliorare il compenso glicemico le rilevazioni della glicemia devono essere eseguite secondo criteri ben precisi.

L’autocontrollo può essere programmato e quindi eseguito prima dei pasti principali (colazione, pranzo e cena) e dopo due ore dall’inizio del pasto, con una frequenza che dipende dal tipo di diabete e dalla terapia eseguita dal paziente. I pazienti trattati con insulina devono praticare il controllo della glicemia diverse volte a settimana, invece i pazienti trattati con ipoglicemizzanti orali necessitano di controlli meno frequenti.

L’autocontrollo può essere anche eseguito in maniera occasionale cioè quando si verificano situazioni impreviste, per esempio un’attività fisica non programmata e comunque ogni volta che si avvertono i sintomi dell’ipoglicemia (tremori, senso di fame, sudorazione, confusione mentale).

I valori di riferimento della glicemia da tenere presenti sono 80-120 mg/dl a digiuno e 140-160 mg/dl dopo due ore dal pasto, ma il valore ideale della glicemia per il singolo paziente dipende da tanti fattori come l’età del paziente, le sue condizioni generali e la eventuale presenza di altre patologie, gli ideali glicemici sono quindi variabili a seconda del singolo paziente.

L’autocontrollo è uno strumento formidabile, ma presuppone fiducia e impegno, un paziente che deve essere avviato a tale pratica deve infatti essere inserito in un percorso educativo in modo che si traggano i massimi vantaggi nel migliorare il compenso glicemico e si evitino inutili sprechi che si potrebbero verificare se le misurazioni vengono fatte in modo incongruo, ciascun paziente deve seguire un programma di autocontrollo personalizzato e concordato con il proprio diabetologo.

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Redazione NewSicilia



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